E’ ormai finita l’attesa per la presentazione del Piano d’Azione da parte della Commissione Europea che punta ad aiutare l’industria automobilistica europea in uno sviluppo futuro. Un piano che sembrerebbe però soddisfare molto associazioni di settore a causa di alcune decisioni prese dall’UE.
A tal proposito, infatti, dopo sole poche ore dalla presentazioni ufficiale sia Federauto che ACEA hanno criticato alcuni aspetti del documento. Scopriamo insieme nel corso di questo nuovo articolo tutti i dettagli in merito al Piano D’azione che la Commissione Europea ha finalmente svelato dopo tanti giorni di attesa.
Piano d’Azione: le accuse delle associazioni
Un Piano che servirà al settore delle quattro ruote a riprendere in mano la situazione e a creare opportunità indispensabili per un futuro migliore. Purtroppo però non sembrerebbe esserci molto entusiasmo, tanto che Federauto, tramite un comunicato, ha espresso le proprie perplessità in merito alle decisioni che l’Unione Europea avrebbe preso.
Secondo l’associazione, dunque, la Commissione europea continua ad avere un approccio dogmatico, dispensando teorie e compromettendo la vitalità di un settore fondamentale dell’economia reale europea. Motivo per cui secondo Federauto siamo di fronte all’ennesima occasione perduta, che non giustifica alcuna espressione di soddisfazione.
Al tempo stesso anche ACEA ha colto l’occasione per esprimere i propri dubbi al proposito. L’associazione, infatti, nonostante siano state delineate diverse misure promettenti per promuovere l’implementazione delle infrastrutture e l’adozione di veicoli pesanti a zero emissioni, ritiene che tale segmento di veicoli non abbia ancora un impegno reale per avviare la revisione degli standard di CO2 nel 2025, inclusa una valutazione urgente delle condizioni abilitanti.
In merito, però, ACEA ha fatto sapere di voler dialogare con la Commissione Europea per poter trovare un accordo per una strategia globale di decarbonizzazione a lungo termine. Strategia che non potrebbe che essere indispensabile per garantire al settore automotive di essere più competitivo oltre che più sostenibile.
Malcontenti anche tra gli ambientalisti, con Transport & Environment contraria alla decisione di consentire alle case automobilistiche di avere più tempo per rendersi conformi ai nuovi obiettivi sulle emissioni di CO2 del 2025.
