Durante l’ultima riunione degli azionisti, Apple ha detto un bel “no, grazie” a una proposta che voleva eliminare i programmi di diversità e inclusione dall’azienda. L’idea era partita da un gruppo di investitori conservatori, convinti che queste iniziative siano più un problema che un valore aggiunto. Ma il consiglio di amministrazione ha difeso le sue scelte, chiarendo che l’azienda non impone quote o numeri specifici per garantire la diversità. Tuttavia, Tim Cook ha lasciato intendere che qualche piccolo aggiustamento potrebbe esserci, soprattutto se cambieranno le leggi in materia. Insomma, nessuna rivoluzione, ma un possibile ritocco qua e là per stare al passo con il contesto normativo.
Tim Cook blinda l’inclusione, ma lascia spazio a cambiamenti
Non è stata l’unica proposta bocciata. Anche le richieste di maggiore trasparenza sull’intelligenza artificiale e sulla gestione dei contenuti illeciti online non hanno trovato spazio. Alcuni azionisti volevano che Apple spiegasse meglio come raccoglie i dati per addestrare i suoi algoritmi e se c’è il rischio che vengano usate informazioni sensibili senza consenso. La preoccupazione principale riguardava la collaborazione con OpenAI, ma Apple ha ribadito di rispettare standard di privacy elevatissimi e ha liquidato la proposta senza troppi dubbi.
Stesso discorso per un’altra mozione che chiedeva più dettagli sulle strategie per contrastare i contenuti pedopornografici online e sulle donazioni benefiche dell’azienda. Secondo Apple, tutto è già sotto controllo e le misure attuali sono più che sufficienti.
Sul fronte aziendale, gli azionisti hanno confermato il consiglio di amministrazione, approvato i bilanci e dato il via libera agli stipendi dei dirigenti. Cook, in particolare, ha visto il suo compenso aumentare del 18%, arrivando alla modica cifra di 74,6 milioni di dollari tra stipendio, azioni e bonus vari.
Ma la vera bomba della riunione è stata l’annuncio di un investimento colossale: Apple spenderà 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi quattro anni e assumerà 20.000 persone. Un’operazione che arriva proprio mentre l’amministrazione Trump impone nuovi dazi sui prodotti tech. Sembra quindi un messaggio chiaro: Apple vuole rafforzare la produzione americana e avere un ruolo sempre più centrale nell’innovazione tecnologica del Paese.
