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Apple vs Regno Unito: il conflitto sulla privacy online si intensifica

scritto da Margherita Zichella 11/02/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Apple si oppone alla richiesta del governo britannico di creare una backdoor nei backup iCloud, mettendo a rischio la privacy globale.
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Apple e il governo britannico sono ai ferri corti su un tema che riguarda milioni di persone: la privacy online. Secondo quanto rivelato dal Washington Post, Londra ha emesso un ordine segreto che obbligherebbe Apple a creare una backdoor nei backup criptati degli utenti iCloud, permettendo così alle forze dell’ordine di accedere ai dati protetti. E non si tratta di un’operazione limitata a singoli casi: il Regno Unito vuole un accesso globale, senza precedenti nelle democrazie moderne.

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Apple si oppone alla backdoor richiesta dal governo britannico

La richiesta si basa sulla Investigatory Powers Act del 2016, una legge che dà al governo britannico il potere di forzare le aziende tecnologiche a collaborare nelle indagini, anche se questo significa aggirare le misure di sicurezza più avanzate. In pratica, il Regno Unito chiede ad Apple di indebolire la propria crittografia, il tutto in nome della sicurezza nazionale.

Apple, però, non ci sta. L’azienda ha sempre fatto della privacy un punto fermo e dal 2022 offre l’Advanced Data Protection, una funzione che rende i backup iCloud leggibili solo dall’utente, senza che nemmeno Apple possa accedervi. Se accettasse la richiesta britannica, l’azienda metterebbe in discussione questa promessa, aprendo un pericoloso precedente che altri governi potrebbero sfruttare.

A marzo 2024, Apple ha dichiarato apertamente la sua posizione al Parlamento del Regno Unito: niente backdoor, niente compromessi sulla sicurezza degli utenti. E il messaggio è chiaro: nessun governo dovrebbe avere il potere di decidere se le persone possano o meno proteggere i propri dati con crittografia end-to-end.

Ma il problema non è solo legale. Anche se Apple volesse opporsi, la legge non le permette di rallentare l’implementazione della richiesta durante un eventuale appello. Per evitare di compromettere la sicurezza dei suoi utenti a livello globale, una delle ipotesi è che possa disattivare la crittografia avanzata nel Regno Unito, ma questa soluzione non risolverebbe il nodo centrale: il governo britannico vuole accesso ovunque, non solo ai dati dei suoi cittadini.

Le conseguenze? Potenzialmente enormi. Se il Regno Unito riuscisse a forzare Apple ad aprire una backdoor, altri governi – inclusi quelli con ben meno scrupoli sulla privacy – potrebbero fare la stessa richiesta. E qui sta il rischio più grande: una volta creata una falla nella sicurezza, chiunque, dai criminali informatici ai regimi autoritari, potrebbe trovarvi un varco.

Il dibattito è tutt’altro che chiuso, e quello che succederà nei prossimi mesi potrebbe cambiare per sempre il modo in cui i nostri dati vengono protetti. Chi avrà la meglio tra la spinta alla sorveglianza e la difesa della privacy? Per ora, Apple resiste, ma la partita è ancora aperta.

appleBackdoorprivacyuk
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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