L’Europa è pronta a fare un grande passo avanti nella ricerca di nuovi mondi. L’Agenzia Spaziale Europea ha ufficializzato i piani per il lancio di Plato, una missione che avrà il compito di cercare pianeti simili alla Terra attorno a stelle lontane. L’accordo è stato siglato a Bruxelles, durante la Conferenza Spaziale Europea, e coinvolge l’ESA, Arianespace e un gruppo di istituti di ricerca e aziende del settore spaziale. L’obiettivo? Trovare e studiare pianeti rocciosi che si trovano nella cosiddetta “zona abitabile”, ovvero quella fascia attorno a una stella dove le condizioni potrebbero permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie.
Alla ricerca di mondi simili alla Terra
A differenza di missioni come Kepler e TESS, che si sono concentrate soprattutto su pianeti giganti gassosi, Plato avrà la capacità di individuare mondi più piccoli e simili al nostro. Per riuscirci, sarà equipaggiato con 26 telecamere ad altissima precisione, pronte a osservare oltre 200.000 stelle e a rilevare le piccole variazioni di luminosità che indicano il passaggio di un pianeta davanti al disco stellare. Ma non si limiterà solo a trovare nuovi mondi: riuscirà anche a misurarne con precisione dimensioni, massa e densità, informazioni fondamentali per capire la loro composizione.
Il lancio è previsto per la fine del 2026 e avverrà con un razzo Ariane 6, la nuova generazione di vettori spaziali europei. Una volta in orbita, Plato raggiungerà il punto lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, un’area perfetta per questo tipo di osservazioni, lontana dalle interferenze e con condizioni di stabilità ideali. Per Ariane 6 sarà una delle missioni più importanti, un’ulteriore conferma della sua affidabilità per le esplorazioni scientifiche.
La realizzazione della missione è affidata a un team internazionale, con aziende come OHB, Thales Alenia Space e Beyond Gravity coinvolte nello sviluppo della tecnologia necessaria. Trovare pianeti simili alla Terra è una delle sfide più affascinanti della scienza moderna, e Plato potrebbe essere il tassello mancante per avvicinarci alla scoperta di mondi potenzialmente abitabili.
