La protezione dei dati è sempre stato qualcosa di molto importante, soprattutto se parliamo di questo argomento oggi. Visto che codesto si estende nel mondo della tecnologia. Il quale è pieno di hacker che aspettano solo un piccolo errore per detrarre dei dati molto importanti per avere una ricompensa monetaria.
La sicurezza sicuramente con il tempo non è più una cosa da poco visto tutte le varie violazioni che si stanno attuando.
Protezione dei dati, quali sono questi miti?
Ci sono diversi aspetti quando andiamo a parlare di dati nel mondo della tecnologia, soprattutto se andiamo su un contesto aziendale, la quale sicurezza dei dati sicuramente non è un optional. Argomento che accresce soprattutto sul costo di una violazione di dati, il quale va oltre le multe o le sanzioni rilasciate. Infatti si sta parlando di un impatto economico davvero importante, stimato per 4,45 milioni di dollari a livello globale. Ma quali sono questi miti da sfatare nel 2024?.
Il primo mito molto diffuso nella protezione dei dati da vedere è che i provider di cloud si occupino automaticamente di backup e ripristino dati. Frase totalmente falsa visto che essi garantiscono resilienza e ridondanza dell’infrastruttura, la quale responsabilità primaria del backup dei relativi dati rimane sempre all’utente.
Per quanto riguarda invece uno studio effettuato nei mesi scorsi da Arcserve Global Research sempre per quanto riguarda la protezione dei dati, ha rilevato il 43% dei responsabili IT che crede che i fornitori di cloud siano i responsabili della sicurezza dei dati nel cloud. Dove invece il provider è quello che gestisce l’infrastruttura mentre l’azienda ha il compito di configurare e gestire i vari backup in base alle necessità.
Un altro riguarda il backup dei dati e il disaster recovery, i quali sono spesso responsabilità condivise. Il cloud provider è quello che offre la disponibilità e la funzionalità, ma la configurazione e la gestione dei backup spetta al cliente in base alle sue esigenze.
