Whatsapp al centro dell’inchiesta ufficiale contro Boris Johnson

WhatsApp di nuovo al centro della bufera: sembra che l’app sia coinvolta in una questione che riguarda la Gran Bretagna e il modo in cui ha gestito la pandemia di COVID-19.

Si sta parlando ovviamente dei migliaia di messaggi scambiati tra l’ex primo ministro Boris Johnson e i suoi assistenti e funzionari.

Il governo conservatore, ora guidato dal primo ministro Rishi Sunak, ha deciso che prima di poter consegnare in custodia questi messaggi vuole avere la possibilità di modificarli.

Il motivo? Secondo lui, alcuni sarebbero personali e irrilevanti per l’inchiesta.

Stiamo parlando di una gestione che ha lasciato morire più di 200mila persone dopo essere risultate positive al COVID-19. Infatti la Gran Bretagna è stata una delle città con il tasso di mortalità più alta in Europa, e le decisioni del governo di Johnson sono state dibattute all’infinito.

Per questo motivo l’ex primo ministro ha accettato al termine del 2021 di tenere un’indagine dopo le pressioni delle famiglie in lutto.

Ecco cosa è successo

L’inchiesta di Hallett ha lo scopo di analizzare come il Regno Unito ha agito durante la pandemia. In sostanza, serve a dimostra chele cose avrebbero potuto essere fatte meglio“.

Le udienze inizieranno il 13 giugno e dureranno fino al 2026, data in cui l’ex primo ministro e diversi alti funzionari della Corona dovranno testimoniare.

Ormai Whatsapp è diventato uno strumento di comunicazione così indispensabile che anche i funzionari del governo del Regno Unito lo usano per le proprie conversazioni private. Questa sicurezza sarà data forse dall’introduzione della crittografia end-to-end, che offre agli utenti un senso di sicurezza diverso rispetto a come ci sentivamo pochi anni fa.

FONTEsfgate
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