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Storia delle targhe italiane nel tempo: ecco come sono nate e come sono cambiate

scritto da Simone Paciocco 12/10/2022 0 commenti 1 Minuti lettura
Storia delle targhe italiane
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Le prime targhe italiane nacquero nel 1901-1905 e dovevano avere a vista il nome del proprietario e il numero del comune.

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Queste targhe possedevano il nome non abbreviato del luogo di origine, seguito da un numero. Queste furono le prime targhe ad essere realizzate in metallo e dovevano essere prodotte dal proprietario dell’auto.

Ma le cosa cambiarono nel periodo che va dal 1905 fino al 1927. Le targhe in questo periodo avevano uno stile diverso: ora erano nere su bianco. Il numero di iscrizione era un codice numerico (che di solito era scritto in rosso), diverso per ciascuna provincia, e un numero progressivo su un’unica riga, univoco per quella provincia.

Nel 1927 Mussolini modificò le targhe e introdusse il codice provinciale di due lettere per tutte le province (tranne Roma che poteva avere il nome completo sulla targa).

Dal 1927 al 1932 il codice progressivo poteva essere trovato prima del codice provinciale su un’unica riga. Sebbene Roma avesse il nome completo riportato sulle targhe, nei documenti ai fini pratici utilizza il codice ufficioso RM.

Quando cambiò tutto

Dal 1932 al 1951, le piastre posteriori erano quadrati di 32,0 x 20,0 cm di larghezza e utilizzavano un carattere leggermente modificato. Le targhe posteriori avevano lo stemma del Fascismo, ma dopo la caduta di Mussolini, dal 1944 al 1948, l’Associazione mutilati e disabili di guerra modificò le targhe per far apparire il loro simbolo. Nel 1948 fu approvata la Costituzione della Repubblica Italiana, ed è qui che comparì per la prima volta lo stemma della Repubblica sulla targa, che adesso doveva essere posizionata sia dietro che avanti il veicolo.

Dal 1951 al 1976, la dimensione delle piastre posteriori è stata ridotta a un quadrato di 27,5 × 20 cm di larghezza e le piastre anteriori erano di 26,2 × 5,7 cm, anche il design delle piastre anteriori è stato modificato e l’emblema della Repubblica è stato rimpicciolito.

Bisogna notare che le targhe posteriori a riga singola (simili a quelle utilizzate da altri paesi europei) non sono state disponibili fino al 1976. Il numero di targa era il codice provinciale, che è un codice di due lettere (eccezione: Roma), e un codice progressivo, unico per quella provincia, lungo fino a 6 caratteri. Tra il codice provinciale e le prime due cifre c’era lo stemma della Repubblica Italiana (una ghirlanda che circondava una stella a cinque punte con le lettere “RI” al centro della stella).

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Simone Paciocco
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