La promozione della mobilità elettrica è alla base del progetto FLOW, ufficialmente avviato a Barcellona in queste ultime ore. Un consorzio di 30 partner europei, sostenuti economicamente dall’UE, stanno portando avanti il progetto.
L’Italia è uno dei Paesi che ha investito più risorse nell’idea con il Gruppo Enel tramite le sue società Enel Grids, e-distribuzione ed Enel X Way. In più, c’è anche la presenza di colossi come Acea Energia, Terna, RSE ed altre aziende italiane.
Auto elettriche e FLOW: in cosa consiste il progetto e che benefici porterà all’Italia
L’obiettivo di FLOW è quello di potenziare il “Vehicle-To-X“, il quale permette lo scambio di energia tra veicoli, edifici e rete. Gestire l’energia diventerà un compito più rilevante in concomitanza dell’avvento definitivo delle auto elettriche nei prossimi 10/15 anni.
FLOW si prefissa quindi l’obiettivo di superare definitivamente gli ostacoli più fastidiosi in cui incappano la maggior parte dei guidatori di auto elettriche: la ricarica. Diventa quindi primario lo scopo di offrire soluzioni alternative per rendere il tutto più immediato e piacevole.

Reti di ricarica del progetto FLOW
“Le soluzioni sviluppate nell’ambito di FLOW offriranno le risposte all’imminente impiego di massa dei veicoli elettrici per tutti i player coinvolti, dai gestori dei sistemi di distribuzione (DSO) agli operatori dei punti di ricarica, ai fornitori di servizi di mobilità, ai produttori di infrastrutture fino agli utenti finali. L’obiettivo principale è di confermare e quantificare i vantaggi offerti dalla flessibilità di ricarica dei veicoli elettrici e ridurre i problemi della rete per raggiungere la decarbonizzazione dell’energia nel passaggio a un modello di mobilità sostenibile“.
La durata del progetto è complessivamente di 4 anni e sarò coordinato dall’Istituto della Catalogna per la ricerca energetica (IREC). La sua realizzazione sarà affidata ad un team multidisciplinare costituito da partner accademici, piccole, medie e grandi imprese del settore dell’energia e della mobilità e da grandi associazioni industriali europee.
I siti di dimostrazione della rete verranno installati in varie zone d’Europa e l’Italia sarà presente in questa fase.
