La Nasa potrebbe includere dei nuovi sacchi a pelo per le prossime missioni. L’obiettivo è realizzarli affinché impediscano agli astronauti di perdere la vista.
I viaggi nello spazio sono una sfida per gli occhi. Il bulbo oculare in un certo senso viene rimodellato durante le missioni. Più tempo – gli astronauti – passano nello spazio più l’incolumità degli occhi è a rischio. “Sarebbe un disastro se gli astronauti avessero disabilità così gravi da non poter vedere cosa stanno facendo, compromettendo la loro salute e la missione”, spiega Benjamin Levine, colui che insieme alla NASA si sta occupando del problema.
La vista rimane uno dei maggiori effetti collaterali quando si programma un viaggio nello spazio. Gli scienziati sono alle prese con questo problema da più di un decennio. Di recente la NASA ha deciso di puntare sui sacchi a pelo per risolvere il problema. Di coloro che hanno trascorso almeno sei mesi nello spazio, più della metà ha avuto problemi agli occhi: difficoltà a leggere o addirittura essere costretti a chiedere aiuto ai colleghi per gli esperimenti da portare a termine.
NASA: nuovi sacchi a pelo progettati non solo per dormire ma anche per alleviare i problemi alla vista
Fino ad ora, la risposta principale al problema è stata quella di fornire agli astronauti occhiali graduati specifici per eventuali problemi di vista. Tuttavia, ciò non mitiga alcun effetto a lungo termine, né sul bulbo oculare né su qualsiasi altro aspetto, come potenziali problemi cardiovascolari riscontrati in altre ricerche. “Ed è certamente possibile che ci siano altri effetti che non abbiamo ancora documentato”, prosegue il dott. Levine.
Una soluzione potrebbe essere il nuovo sacco a pelo poiché sposta la pressione del cervello nella parte inferiore del corpo. Gli astronauti dormirebbero e, si spera, riuscirebbero a proteggere i loro occhi da tale rimodellamento. Il nuovo sacco a pelo è stato testato durante uno studio sulla Terra con un volontario sdraiato a letto per tre giorni. Di notte ha dormito nel sacco a pelo per testarne l’efficacia. I ricercatori hanno scoperto che solo sdraiarsi per quei tre giorni, anche sulla Terra, rimodella leggermente il bulbo oculare. Con il sacco a pelo la problematica si presenta in forma lieve. Tra l’altro, sulla Terra la pressione si allevia quando ci si alza in piedi, cosa che non è possibile per gli astronauti.
