Il vaccino Pfizer torna ad essere al centro della vita degli italiani, con la prossima campagna invernale per le terze dosi. I numeri aggiornati della campagna di immunizzazione contro il Covid dicono che in Italia più dell’80% degli aventi diritto ha ricevuto, ad oggi, sia la prima che la seconda dose.

 

Pfizer, il perché di possibili modifiche al vaccino

Considerato però il tempo di protezione – stimato in sei mesi – e l’avanzare dei nuovi contagi, il Ministero della Salute ha deciso di puntare con sempre più convinzione sulle terze dosi di Pfizer. La cosiddetta dose “booster” è già stata somministrata ai cittadini con fragilità e malattie pregresse, agli anziani o agli ospiti delle residenze sanitarie.

Una volta coperte le fascia di popolazione più esposte ad un rischio di contagio grave da Covid, le terze dosi saranno rivolte anche a tutta la popolazione adulta. A partire da Dicembre, i cittadini dai 60 ai 40 anni potranno ricevere anch’essi il “booster” di Pfizer.

Con le terze dosi in azione, arrivano però una serie di possibili novità. La compagnia farmaceutica BioNtech, azienda che collabora proprio con Pfizer per la produzione del farmaco, hanno aperto le porte circa un futuro possibile codice genetico per il vaccino. La modifica potrebbe essere operativa già per il prossimo anno.

Come anticipato da alcuni esperti virologi, le modifiche ai vaccini rappresentano una sorta di “aggiornamento” per garantire una protezione più lunga possibile anche contro ipotetiche nuove varianti. Se la variante Delta è oggi coperta dalla versione attuale do Pfizer, non è esclusa in futura l’insorgenza di ulteriori varianti anche più pericolose di quelle attuali.

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