Cashback, Cashback di Stato, Governo

Dopo la prova a dicembre 2020 e il via libero nel primo semestre del 2021, sembra che l’esperimento del Cashback di Stato sia giunto al termine. A pochi giorni dalla fine del primo semestre di attività, il Governo non lo rinnoverà per la seconda parte dell’anno.

Gli utenti che hanno partecipato al programma però non devono disperare. I rimborsi accumulati nel corso dei sei mesi saranno liquidati regolarmente a patto che si siano maturati i requisiti necessari.

Ricordiamo che per avere diritto ai rimborsi è necessario aver superato le 50 operazioni con una carta di credito registrata e aver raggiunto i 150 euro di valore. Se entrambi i passaggi sono stati effettuati correttamente, a partire da luglio gli utenti potranno ricevere il Cashback di Stato direttamente sul proprio conto corrente

 

Gli Italiani dovranno salutare il Cashback di Stato

Al momento non sono chiare le motivazioni che hanno portato alla decisione della sospensione del Cashback di Stato. Possiamo ipotizzare che la scelta sia legata all’eccessiva onerosità dell’iniziativa per le casse Statali.

Il progetto era partito per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici come carte di credito, carte di debito e bancomat. Nei piani iniziali del precedente Governo c’era la volontà di continuare fino a giugno 2022 con periodi di riferimento semestrali.

Inoltre, erano previsti dei premi denominati Super Cashback del valore di 1.500 euro per gli utenti più attivi. I primi 100.000 cittadini che potevano vantare più transazioni digitali potevano accedere al premio.

Certamente sulla scelta di cancellare l’iniziativa hanno pesato anche i comportamene scorretti da parte di quegli utenti denominati i “furbetti del Cashback“. Questi consumatori,  pur di aumentare il numero delle proprie transazioni, effettuavano più operazioni del necessario per un singolo acquisto. Ne sono un esempio i rifornimenti di benzina con tantissime operazioni da pochi centesimi l’una.