L’outbreak blank

La pandemia si è decisamente protratta più di quanto potessimo immaginare, e ci apprestiamo a vivere la seconda estate in parziale ostaggio del SARS-CoV-2. Al momento si è molto ridotta la preoccupazione per il virus wild type, mentre è aumentata nel corso dei mesi quella per le varianti in circolazione.

Bisogna dire che è assolutamente normale che il virus muti rispetto alla propria forma iniziale. Al mondo attualmente esistono migliaia di mutazioni differenti, perlopiù innocue o non molto diverse rispetto alla tipologia di partenza. Talvolta, però, nelle varie mutazioni il virus può diventare più aggressivo o resistente, nonché dare una maggiore sintomatologia. In tal caso si parla di varianti di interesse clinico, che vengono studiate proprio perché aggravano il profilo del paziente che le contrae.

A quali fare attenzione durante l’estate che sta per iniziare? Ecco una breve panoramica.

Varianti, ecco a quali fare attenzione quest’estate

Nel corso dei mesi di varianti se ne sono succedute diverse. La prima è stata rappresentata dalla cosiddetta variante Alpha, prima nota come variante inglese, che ha concentrato su di sé la preoccupazione dei ricercatori e del personale sanitario. Si prevedeva che entro metà marzo anche in Italia sarebbe stata la variante prevalente, nonché complice dell’avvio della terza ondata, e così è stato.

Contestualmente è emersa la preoccupazione per le varianti sudafricana e brasiliana, che però non sono state di grande impaccio e nel nostro Paese hanno riguardato un numero piuttosto esiguo di soggetti.

Infine si è assistito all’outbreak della variante indiana, o variante Delta: è questa che rappresenta il vero fulcro dell’attenzione per quest’estate, e un recente studio pubblicato su The Lancet comprova un aumento del rischio di ospedalizzazione dato da questa variante fino al 30%. Un dato da considerare, che potrebbe convincere anche i più scettici a ricevere la somministrazione del vaccino.

VIAThe Lancet