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Nel giro di tre giorni ci sono stati tre ricoveri a causa del vaccino di AstraZeneca e dei suoi effetti collaterali. Si parla di questi tre in realtà perché due sono di donne in gravi condizioni mentre per il terzo caso perché è avvenuto nello stesso ospedale del primo, ma la condizione non è paragonabile. Questo implica che i numeri in tutto il paese sono ben di più solo che passano inosservati.

Il vaccino di AstraZeneca ha un rischio di far sviluppare una coagulazione anomala del sangue in circa una persona ogni 50.000 vaccinate e ogni tre casi quest’ultimo causa eventi trombotici. Questa incidenza in realtà scende tra i giovani e si parla di un caso ogni 10.000 vaccinati. In Italia le dosi inoculate in media al giorno del trattamento in questione sono più di 60.000 per intenderci.

 

AstraZeneca: vale la pena continuare a usarlo su una certa fascia di popolazione?

La domanda che in molti stanno iniziando a chiedersi a questo, soprattutto tra gli esperti in materia, è se ha senso continuare a somministrare questo vaccino specifico sotto una certa fascia di età. Si parla dei più giovani, ma in realtà già sotto i 55 anni il rischio aumenta, soprattutto per le donne.

L’abbassamento significativo dei contagi e l’arrivo di più dosi di Pfizer e Moderna dovrebbero permettere un graduale abbandono del vaccino di AstraZeneca in favore di questi. Il rischio è che ora che sono partite le vaccinazioni di messe per gli under 30 ci sia un aumento significativo dei casi come quelli della ragazza genovese ospedalizzata a 18 anni per un trombo.

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