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Pfizer, che fino all’anno scorso era la casa farmaceutica nota per la creazione del Viagra, farmaco nato per sbaglio tra l’altro, o era è conosciuta per il trattamento più efficace nel prevenire il Covid-19. Nonostante la maggior parte del lavoro sia stato fatto dalla tedesca BioNTech, il successo è quasi del tutto attribuito alla società statunitense.

Pfizer sta letteralmente facendo miliardi di euro in profitto grazie al vaccino in questione, sia perché si è rivelato essere il più efficace e più sicuro, sia perché è stato il primo ad essere stato approvato in Europa. Se la situazione era già estremamente positiva prima, con l’abbandona del contratto con AstraZeneca hanno ricevuto ancora più ordini.

Si calcola che quest’anno, solo di vaccini Covid-19, Pfizer intaschi 21 miliardi di euro. Normalmente il fatturato annuo della compagnia è di 36 miliardi di euro. Ovviamente ci si aspetterebbe un pagamento di tasse visto che la produzione avviene in Europa e che le due società coinvolte abbiano preso soldi pubblici per la ricerca del vaccino. Ecco, non esattamente.

 

Pfizer come gli altri colossi: pagare meno tasse possibile

Pfizer, come gli altri colossi in Europa, per esempio Amazon, ha scelto il paese giusto per mettere la propria sede così da poter pagare meno tasse possibili. Grazie a un sistema di compagnie particolari, alla società in questione è permesso di evitare di pagare le tasse e di convogliare i soldi fuori dall’Unione Europea rendendo conto soltanto agli azionisti con i dividendi.

Ovviamente Pfizer si difende affermando che ovunque operi, faccia di tutto per rispettare le normative contabili e fiscali pagando tutto il dovuto. Su questo hanno pienamente ragione e il fatti il problema non è tanto questo, ma i paesi che in Unione Europea permettono questo genere di comportamenti creando regimi fiscali che favoriscono i colossi.

FONTEFollow the Money