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Nelle scorse ore in Italia è avvenuta una maxi operazione contro lo streaming illegale, nello specifico delle IPTV. Una operazione di proporzioni inimmaginabili che ha portato al blocco dell’80% dei flussi nel nostro paese. Sono stati oscurati 1,5 milioni di utenti e diverse denunce avvenuti dal Nord a Sud. Per portare a termine tutto sono stati coinvolti 200 specialisti.

Questa attività fraudolenta di IPTV, che come detto ha coinvolto 1,5 milioni di account in tutta Italia, aveva un valore di 15 milioni di euro al mese visto il costo di abbonamento di 10 euro. Ovviamente il danno per i servizi di streaming online come Netflix, ma anche Sky o DAZN è enorme e difficilmente calcolabile.

L’operazione contro le IPTV ha portato a 45 denunce in diverse citta italiane anche se la maggior parte sono avvenute in tre nello specifico. Roma ha visto 15 perquisizioni, Catania 6 e Messina 5.

 

IPTV e streaming illegale: la maxi operazione

Ovviamente andando a smantellare questa IPTV illegale sono anche stati sequestrati tutti gli strumenti utilizzati. Server, materiale informatico, dispositivi e tanto altro ancora. LE personate denunciate avevano anche diverse decine di migliaia di euro in casa. Prima di arrivare a questo risultato sono passati mesi di indagini.

Le indagine sono quasi partite grazie ai canali Telegram, oltre che ad altri social network, dove il servizio veniva pubblicizzato grazie ai bot che il servizio offre. Rispetto ad anni fa, avere accesso a questo genere di IPTV è molto più semplice e anche mettere in piedi su un’infrastruttura non è così complicato. Non stupirebbe vedere questo flusso andato perso venir soppiantato da altro in poco tempo.

FONTEADNkronos