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Un nuovo studio fatto dalla Public Health England ha evidenziato per la prima volta un aspetto di due vaccini Covid-19, nello specifico in quello di AstraZeneca e in quello di Pfizer. Si parla della capacità di ridurre il rischio di morte a causa del Covid-19, la malattia che scaturisce a causa dell’infezione da SARS-CoV-2.

L’analisi effettuata mostra come il vaccino di AstraZeneca è in grado di ridurre questo rischio di quasi l’80% dopo una singola dose. Il rischio non sembra cambiare più di tanto dopo l’altra. Pfizer, per certi versi, parte dallo stesso livello. Una dose protegge dell’80%, ma dopo la seconda si arriva a ben il 97% di protezione. Non finisce qui però.

 

AstraZeneca e Pfizer: l’effetto dei vaccini

Questa analisi si basa sui dati dei pazienti Covid-19 contagiati, verbosamente, dalla variante inglese del coronavirus, la B.1.1.7. Al momento, scrivono gli autori, non ci sono abbastanza dati per fornire un’analisi simile anche per le altre varianti, come quella brasiliana o quella sudafricana e soprattutto quella indiana che sembra essere arrivata nel continente europeo solo di recente. Come già dimostrato però, AstraZeneca e Pfizer sono comunque efficaci nel ridurre il rischio di sintomi anche con ceppi diversi da quello originale.

Un aspetto importante sia di AstraZeneca e Pfizer, forse tra i più importanti, è che riducono il rischio di ospedalizzazioni a causa dell’infezione del virus. Nessuno vaccino è in grado di garantire un’efficacia del 100% nel impedire la comparsa dei sintomi del Covid-19, ma in quei pochi casi in cui non succede il trattamento permette di ridurre ulteriormente il rischio dei casi più gravi e quindi dell’ospedalizzazione. Nello specifico, Pfizer è in grado di abbattere questo numero del 93%.