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Esattamente una settimana fa il programma vaccinale italiano ha raggiunto un obiettivo importante, le oltre 500.000 dosi somministrate in un arco di meno di 24 ore, record superato nuovamente il giorno dopo. Passa il fine settimana con numeri più bassi come al solito, ma poi da lunedì le vaccinazioni non sono ancora riuscite a ritornare a questi livelli. Il problema è legato al vaccino di AstraZeneca.

Il vaccino più usato finora per le somministrazioni è Pfizer e durante quei due giorni sono state usate molte più dosi rispetto alla media generale. Non è un qualcosa che si può fare tutti i giorni anche se in realtà c’è un trattamento le cui fiale abbondono al momento nei frigoriferi dei centri vaccinali. Come già detto si tratta di AstraZeneca.

 

AstraZeneca: il trattamento che fa paura

AstraZeneca è il vaccino che il Regno Unito ha usato con più frequenza e questo gli ha permesso di arrivare al punto in cui sono adesso, ovvero con un passo nella normalità. Negli altri paesi le persone sono più restie a farsi vaccinare con il suddetto trattamento, anche in Italia. Ci sono paesi che hanno potuto scegliere di rinunciare a questo vaccino visti i pochi casi di contagi, noi non possiamo fare lo stesso.

In tutta Italia ci sono continue disdette per AstraZeneca. La paura riguarda gli effetti collaterali e nello specifico nella coagulazione anomala del sangue. L’incidenza sembra essere di 1 caso ogni 40.000 dosi, ma i casi veramente seri sono molti meno mentre le morti a causa dell’effetto collaterale si presentano con circa 1 caso ogni 500.000 di dosi somministrate.

Al momento rimangono 2 milioni di dosi AstraZeneca in giacenza, dosi che basterebbero a vaccinare completamente diverse regioni. Io personalmente, se potessi prendere un appuntamento per il vaccino, non rifiuterei questo trattamento nello specifico. I rischi legati al Covid-19 sono molto più alti.