La Volkswagen ID.3 Neo porta con sé un abitacolo rinnovato quasi da cima a fondo, ed è proprio qui che si concentrano le novità più importanti del restyling. L’elettrica di Wolfsburg non si limita a qualche ritocco estetico: cambia l’approccio all’ergonomia, alla tecnologia di bordo e alla qualità percepita, che era uno dei talloni d’Achille della versione precedente. Insomma, chi sale a bordo della nuova ID.3 Neo dovrebbe avvertire subito la differenza.
Partiamo dalla plancia. Il layout di base non viene stravolto, ma i miglioramenti ci sono e si notano. Davanti al guidatore debutta una strumentazione digitale da 10,25 pollici, più grande rispetto a prima e configurabile con diverse modalità grafiche. Tra queste ce n’è una che farà sorridere gli appassionati: la cosiddetta “Retro Mode”, che richiama la strumentazione della storica Golf Mk1. Un tocco nostalgico in un contesto che per il resto è decisamente moderno. Al centro della plancia campeggia il display dell’infotainment da 12,9 pollici, ora più reattivo e dotato di servizi connessi inclusi per dieci anni, oltre a uno store dedicato per scaricare app come Spotify o YouTube. Arriva anche la chiave digitale integrata nello smartphone, che permette di accedere e avviare l’auto senza portarsi dietro nessuna chiave fisica.
Ma il cambiamento che molti aspettavano riguarda soprattutto l’ergonomia. Sotto lo schermo tornano i comandi fisici per il climatizzatore, e sul volante i tanto criticati tasti a sfioramento lasciano finalmente il posto a pulsanti tradizionali. Nel tunnel centrale, poi, compare una rotella per gestire il sistema multimediale: una soluzione semplice, quasi banale, ma che in marcia fa tutta la differenza del mondo.
Materiali, finiture e qualità percepita
Uno dei punti più discussi della prima ID.3 era proprio la qualità dei materiali interni. Con la Neo, Volkswagen prova a rispondere alle critiche in modo deciso. Le superfici risultano meglio assemblate e i materiali appaiono più robusti, con una sensazione generale di maggiore solidità appena si toccano i pannelli della plancia e delle portiere. Le plastiche ci sono ancora, va detto, però al tatto e alla vista risultano più curate, soprattutto nella parte superiore dell’abitacolo. I rivestimenti migliorano anche nelle combinazioni cromatiche e nella cura dei dettagli.
Il nuovo tunnel centrale integra una piastra di ricarica wireless per lo smartphone e offre un vano portaoggetti più ampio, cosa che contribuisce alla praticità quotidiana della ID.3 Neo.
Spazio a bordo e bagagliaio
Uno dei punti di forza che la ID.3 Neo si porta dietro dalla generazione precedente è la gestione degli spazi. Nonostante una lunghezza di 429 centimetri, il passo di 276 centimetri consente un’abitabilità interna paragonabile a quella di modelli di segmento superiore. Il merito va anche alla disposizione della meccanica elettrica, con motore e trazione al posteriore, che permette di spostare in avanti l’abitacolo e guadagnare centimetri preziosi per chi siede dietro.
Il bagagliaio conferma una capacità minima di 385 litri, valore adeguato per la categoria e ben sfruttabile grazie alla forma regolare del vano. Sotto il piano di carico resta spazio utile per riporre cavi di ricarica o piccoli oggetti, dettaglio che nella vita di tutti i giorni con un’elettrica non è affatto secondario.






