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È la prima volta che Spotify realizza un dispositivo tangibile. Il suo nome è Car Thing, che letteralmente significa “Coso da macchina”. Ma a cosa serve esattamente questo “coso”? Si tratta di un display smart da utilizzare all’interno della propria automobile e che dovrebbe semplificare di molto l’ascolto di musica tramite l’apposita applicazione. Vediamo meglio come funziona questo dispositivo.

Spotify Car Thing, ecco tutte le sue funzioni

Spiegandovi meglio com’è fatto questo piccolo oggetto, comprenderete meglio anche l’obiettivo dell’azienda  Spotify nel produrlo. È dotato di una rotella tramite cui è possibile attivare il controllo vocale, il touch e vari controlli fisici. Insomma, a Car Thing non manca niente, sebbene rimanga un dispositivo molto semplice. Il motivo della sua esistenza infatti, rimante completamente incentrato sull’intenzione dell’azienda di far crescere ulteriormente la propria piattaforma di streaming musicale.

La brutta notizia su Car Thing è che attualmente ha una distribuzione estremamente limitata. In questo momento è disponibile solamente in America, tramite invito. Un numero limitato di utenti riceverà per un periodo di cui non si conosce la durata, Car Thing gratuitamente. L’unico prezzo da pagare sarà  la spedizione. Quando poi l’acquisto verrà aperto al pubblico, il prezzo definitivo sarà di 79,99 euro. È utilizzabile unicamente da utenti con Spotify Premium ed uno smartphone con connessione alla rete al quale accoppiare Car Thing.

Ma qual è lo scopo di Spotify Car Thing? Il fatto che non abbia alcuno speaker (con quelle dimensioni, quale qualità potrebbe mai offrire in auto?), ma deve collegarsi al sistema del veicolo via Bluetooth, jack audio o USB. In sostanza è pensato per essere ascoltato in auto, direttamente dall’impianto della propria macchina.

Gilda Fabiano
Mi chiamo Gilda Fabiano e sono nata all'inizio degli anni 90, decade che ha condizionato interamente la mia vita. Amo infatti la musica di quel periodo, dal grunge al pop, alla discutibilissima musica disco. Amo gli horror di ogni genere e sin da molto piccola ho iniziato a scrivere. Dapprima storie fantastiche e naturalmente horror, poi poesie, filastrocche, per arrivare ai fumetti. Amo cantare e sono passata a lungo anche attraverso la musica, soprattutto il jazz, ma anche questo influenza da sempre la mia scrittura. Ho iniziato ad apprezzare e scrivere articoli al liceo, quando per un progetto con la scuola, ho portato l'inchiesta sul fosforo bianco a Falluja, con il grandissimo aiuto di Sigfrido Ranucci. Nel 2017 ho deciso di avviarmi alla carriera di sceneggiatrice (per fumetti e non) iscrivendomi alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Durante questo percorso ho intrapreso diverse collaborazioni come articolista e recensore per riviste come Città Nuova, rivista online e cartacea di Roma, e il blog di recensioni cinematografiche chiamato Spoilers & PopCorn,. Oltre a collaborazioni come soggettista e ghost writer per diverse aziende ho anche pubblicato una storia breve a fumetti per la giovane casa editrice Bugs Comics. Continuo a scrivere poesie e racconti e da poco ho intrapreso la collaborazione con Tecnoandroid, di cui sono entusiasta!