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Concerti, nottate in discoteca, serate al cinema o a teatro. E ancora uscite con gli amici, nuovi incontri davanti ai locali, viaggi senza pensieri se non divertirsi e rilassarsi. Tutte cose che un tempo apparivano scontate, ma che dopo la pandemia guarderemo con occhio diverso, forse più maturo, forse più consapevole.

La “vecchia” normalità manca a tutti: chi più, chi meno, ha subito le conseguenze di questo periodo nefasto. L’avvento dei vaccini ha però portato nuova speranza. E’ lecito dunque chiedersi quale sarà la data spartiacque che ci farà entrare in un periodo di maggiore serenità e tranquillità, permettendoci di iniziare ad immaginare una realtà post-Covid.

Una risposta ben elaborata è arrivata da uno studio dei dati effettuato da Milena Gabanelli per Il Corriere della Sera. La giornalista ha impiegato i numeri relativi all’andamento dei contagi, alla saturazione delle terapie intensive, alla mortalità da Covid e alla progressione della campagna vaccinale per indicare una data attorno alla quale il nostro Paese potrebbe affermare di aver superato la fase più critica della pandemia.

Covid, quando ne usciremo? Spunta una data

Più che domandarsi quando riusciremo ad uscirne in via definitiva, sarebbe utile già chiedersi “quando il Covid ucciderà meno, diventando paragonabile all’influenza stagionale” precisa Gabanelli, “passando cioè dagli undici decessi su mille infetti, a uno”.

E’ la letalità del Covid infatti a costituire il discrimine tra il periodo attuale e lo step immediatamente successivo di maggiore libertà, ossia quando “gli ospedali saranno in grado di gestire il virus insieme all’attività di routine”. Considerando che, ad oggi, i soggetti infetti ospedalizzati stanno occupando più del 40% dei posti letto in ben 9 Regioni, e superando anche il 50% delle terapie intensive in Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Marche e nella Provincia autonoma di Trento.

A fronte dell’incrocio di tutti questi dati, il momento in cui la letalità del Sars-CoV-2 dovrebbe raggiungere lo 0,1% dovrebbe corrispondere al 25 giugno 2021. Una data che sarà fortemente condizionata dall’andamento della campagna vaccinale soprattutto nei confronti dei soggetti più a rischio (persone più anziane e più predisposte). Campagna che al momento sembra procedere in ritardo – soprattutto per la vicenda AstraZeneca, che abbiamo puntualmente approfondito in questo articolo – in ragione dell’alto numero di persone che si sono rifiutate, con una scusa o l’altra, di sottoporsi alla vaccinazione.

VIACorriere della Sera