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In queste ultime settimane sono uscite parecchie notizie non esattamente positive per Amazon, soprattutto dagli Stati Uniti. In generale si parla di condizioni di lavoro al limite dello schiavismo, secondo le accuse, che lasciano i dipendenti spesso senza neanche il tempo di andare in bagno o di fare pausa pranzo.

Tra le tante storie emerse, ce n’è una che ha guadagnato parecchia trazione. Si tratta della storia dei corrieri costretti a urinare nelle bottiglie nel retro dei furgoni per non perdere tempo. La storia si è così gonfiata che Amazon è anche stata accusata di aver creato un profilo falso di Twitter per capovolgere la storia.

Il profilo era di un presunto ex corrieri di Amazon il quale è stato il primo a esporsi per la storia dell’urina in bottiglia. Internet non perdona e in tempo zero si sono accorti che c’era qualcosa che non andava smascherando il misfatto.

 

Amazon si scusa

Tutto questo ha portato Amazon a scusarsi, qualcosa che non era praticamente mai successo. C’è da dire che si tratta di scuse apparentemente poche sentite visto che riguardano solo il teatrino creatosi su Twitter e non su tutto il resto. Da questo punto non ci sarebbe di che sorprendersi visto che sarebbe come ammettere tutti i trattamenti riservati ai propri dipendenti.

Amazon è cresciuta tantissimo e spesso quando un qualcosa cresce così tanto, le parti negative si gonfiano con esse. Il colosso si è evoluto in molti settori, ma sembra aver fatto passi indietro sul trattamento dei propri lavoratori. La pandemia ha solo messo ancora più in chiaro questi comportamenti esacerbando la situazione, soprattutto sul lato sicurezza e di pesantezza del lavoro. Qualcosa dovrà cambiare.

FONTEhttps://www.engadget.com/amazon-apologizes-for-tweets-attacking-work-conditions-192622311.html