Porsche ha spodestato Lexus dal trono della qualità iniziale, e chi seguiva la classifica di JD Power ci ha messo un attimo a crederci. L’ultima edizione dell’Initial Quality Study ribalta le gerarchie che sembravano ormai consolidate, e lo fa con numeri che parlano chiaro. La casa di Stoccarda ha chiuso in vetta sia nel segmento premium sia nel mercato generale, fermandosi ad appena 138 problemi ogni 100 veicoli, quelli che nel gergo dello studio vengono indicati come 138 PP100.
Dietro Porsche si è piazzata Genesis con 151 PP100, poi Ford al terzo posto con 152 PP100, che si prende anche la palma di miglior marchio generalista. Lexus scivola quarta a quota 156 PP100, a pari merito con Nissan. La media complessiva dello studio si è attestata su 175 PP100, in netto miglioramento rispetto ai 192 PP100 dell’anno scorso.
La qualità iniziale ha fatto un balzo in avanti
Il salto è stato notevole, tanto da rappresentare la migliore crescita anno su anno degli ultimi quasi trent’anni. Eppure c’è un’eccezione che stona nel quadro generale. L’unica categoria a registrare un aumento dei problemi segnalati è stata quella dell’infotainment, con la connettività di Apple CarPlay e Android Auto indicata come il singolo fattore che ha pesato di più sul calo della qualità percepita.
“Quando la tecnologia diventa troppo complicata, aumenta in modo considerevole la probabilità che i clienti riscontrino un problema”, ha spiegato Frank Hanley, senior director dell’area auto benchmarking di JD Power. Non solo. Molti automobilisti hanno bocciato gli schermi perché fonte di distrazione al volante. Il 46% degli intervistati ha attribuito a display e touchscreen i problemi legati alla guida distratta, mentre il 18% ha puntato il dito contro gli avvisi dei sistemi di assistenza alla guida.
A ribaltare la frittata, curiosamente, sono stati i portabicchieri. Proprio loro hanno fatto la parte del leone nel miglioramento della qualità iniziale di quest’anno, grazie a posizioni più comode e a una capienza più generosa, dettagli che gli utenti hanno apprezzato parecchio.
Porsche, Genesis e Ford sul podio
Sono undici i marchi che hanno chiuso sopra la media nello studio 2026. In cima Porsche con 138 PP100, poi Genesis a 151, Ford a 152, Lexus e Nissan appaiate a 156, Buick a 162, Hyundai a 165, Subaru a 170, Chevrolet a 171, Land Rover a 173 e Kia a 175, che tocca esattamente la media di settore.
Scendendo nel dettaglio dei singoli modelli, la Porsche 911 ha ottenuto la migliore qualità iniziale in assoluto con 110 PP100, confermandosi al vertice come già accaduto lo scorso anno. BMW invece ha raccolto il maggior numero di riconoscimenti, con sei auto in testa ai rispettivi segmenti: Serie 2, Serie 5, Serie 8, X2, X6 e X7. Hyundai ha piazzato cinque modelli al comando, ovvero Santa Cruz, Sonata, Venue, Carnival e K4. General Motors ne ha portati quattro con Cadillac CT4, Cadillac XT5, Chevrolet Blazer e Chevrolet Tahoe. Ford, infine, ne ha avuti tre: F-150, Mustang e Super Duty.
Cosa misura lo studio di JD Power
L’Initial Quality Study si basa su 227 domande distribuite su dieci categorie del veicolo, dall’infotainment alle dotazioni, dai comandi ai display, passando per esterni, assistenza alla guida, interni, sedili, powertrain, esperienza di guida e climatizzazione, oltre a una categoria non specificata.
JD Power incrocia queste risposte con i dati di riparazione per ottenere il punteggio finale, misurato appunto in problemi ogni 100 veicoli. Il principio è semplice: più basso è il numero, più alta è la qualità iniziale. L’edizione di quest’anno ha raccolto le risposte di 78.514 proprietari e utilizzatori in leasing, misurando esclusivamente i problemi emersi nei primi 90 giorni di possesso.