Chernobyl

È davvero tanto il materiale considerato top secret del più grande disastro nucleare della storia umana. Si tratta di Chernobyl e di ciò che le autorità hanno messo a tacere. In questo articolo faremo un viaggio dentro lettere e documenti segreti su questa catastrofe. Cosa ancora non si sa su Chernobyl?

 

Chernobyl: un fitto mistero di parole non dette e cose non fatte

“Stimatissimo Mikhail Sergheevic! Sono convinto che il pubblico non solo è in grado ma è obbligato a conoscere tutte le circostanze del disastro di Chernobyl, contrariamente ai trucchi di censura dei vari dipartimenti, con i loro interessi e le loro ambizioni. (…) Perché la comunità internazionale ha il diritto a conoscere di più dei nostri eventi che non la nostra stessa popolazione? E se nascondiamo i nomi dei responsabili della catastrofe (gli stessi che oggi praticano la censura), creeremo una copertura per altri potenziali complicazioni nelle prossime progettazioni e costruzioni di impianti nucleari. (…) Con il più profondo rispetto, l’accademico Andrej Sacharov“.

Queste poche parole, ma di grande coraggio, furono indirizzate da Andrej Sacharov, fisico sovietico e premio Nobel per la pace, a Mikhail Gorbaciov. Sono espressione di denuncia di una politica, quella dell’Unione Sovietica, fatta di silenzi e censure. Ma cosa è stato nascosto dalle autorità russe riguardo la centrale nucleare di Chernobyl e la catastrofe del 26 aprile 1986?

 

Un documento parla di errori sin dalla progettazione della centrale nucleare

Altri documenti che sono comparsi recentemente da alcuni archivi “trafugati” rivelano come il disastro nucleare di Chernobyl non sia dovuto ad un caso accidentale o semplicemente da errore umano. Gli errori, se così si possono chiamare, risalgono già prima e più precisamente sin dalla progettazione della centrale.

“Le grossolane violazioni delle procedure non sono causate da qualche straordinaria sviluppatasi all’improvviso. Gli errori dello staff erano aggravati da difetti nel disegno del reattore: erano questi la causa per la quale il processo si è sviluppato nel massimo incidente ipotizzabile, il più grande nella storia dell’industria dell’energia nucleare”. Quindi rispetto a quanto dichiarato da Boris Yevdokimovich Shcherbina, Vicepresidente del Consiglio dei ministri dell’URSS durante il disastro, il caso Chernobyl era già annunciato.

Purtroppo i politici di allora lo sapevano e avevano già predetto la catastrofe. Fu proprio Shcherbina a confessare che “vi sono stati 104 incidenti nel periodo degli ultimi cinque anni”. Chissà che dal tanto atteso film russo “Chernobyl” possano essere svelate nuove coraggiose informazioni in merito.