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La situazione negli Stati Uniti per quanto riguarda Amazon continua a risultare più tragica che altro. Il trattamento dei lavoratori sembra al limite dello schiavismo, o questo è quello che viene sottolineato dalla maggior parte dei detrattori. Di prove ce ne sono come del fatto che i magazzinieri sono quasi costretti a urinare nelle bottiglie per non abbandonare la propria postazione di lavoro.

Si tratta in realtà di una storia vecchia e Amazon in questi giorni ha cercato di metterci una piede sopra, ma è finita male. Ha detto pubblicamente che questa cosa non è mai successa e invece Twitter si è scatenato contro il colosso con diverse evidenze di quello che stava accadendo.

Sostanzialmente molti lavoratori nei magazzini di Amazon si ritrovavano obbligati a urinare in bottiglie a causa di due motivi. O non gli viene permesso di andare in pausa bagno, neanche fossero in piena verifica a scuola, o non ci non andavano volontariamente per paura di perdere troppo tempo.

 

Amazon: lo scandalo della pipi in bottiglia

I dipendenti di Amazon devono raggiungere delle quote di lavoro e fare una pausa, seppure breve quindi il tempo di andare in bagno, potrebbero stravolgere completamente il ritmo. Non raggiungere la quota prefissata potrebbe causare qualche problema se non licenziamenti in caso sia già avvenuto qualcos’altro prima.

E non si parla solo di magazzinieri in realtà, ma anche dei corrieri i quali sono comunque sottoposti a numerosi controlli. Il percorso di quest’ultimo viene impostato già all’inizio e c’è poco spazio di manovra, nel vero senso della parola. Fermarsi per andare in bagno a volte è veramente impossibile e su stessa ammissione di alcuni, il metodo più veloce è andare sul retro del furgone e farla in una bottiglia.

Va sottolineato che questa situazione sta accadendo negli Stati Uniti. Amazon in Italia deve sottostare a leggi più stringenti anche se comunque anche da noi i dipendenti del colosso stanno mostrando sofferenza.

FONTEThe Guardian