Nasa

La Nasa lo ha confermato: si tornerà sulla Luna. Questo splendido satellite naturale non deve aspettare ancora molto prima che l’uomo torni sul suo suolo. L’obbiettivo che l’agenzia aerospaziale si è prefissa ha anche una data. Infatti il viaggio dovrebbe realizzarsi entro il 2024.

La Nasa è forte anche dal fatto che sono partiti i test del nuovo razzo più potente al mondo. È stato battezzato con il nome di Space Launch System, ma per gli amici è solo SLS. Pare che sia andata bene la prova che lo ha visto in funzione per diverse tempo. Ecco tutti i dettagli di questa sensazionale notizia.

 

Pronti con le valige, si torna sulla Luna: è questo il prossimo obbiettivo della Nasa

Meglio preparare le valige e prepararsi per un lungo viaggio. Almeno questa volta, rispetto alla prima, le riprese saranno in diretta, a colori e nitide. Sì perché l’obbiettivo della Nasa, l’agenzia aerospaziale americana, è quello di tornare sulla Luna entro il 2024.

Lo dimostrano i test effettuati su Space Launch System, il razzo più potente al mondo. La verifica completa dei suoi motori si può vedere grazie al video pubblicato sul sito ufficiale del Corriere della Sera.

Boeing e Nasa sono soddisfatti per gli ottimi risultati. SLS infatti ha resistito quanto necessario per verificare la sua capacità di raggiungere i cieli in orbita. Infatti i suoi propulsori sono rimasti in funzione per 8 minuti, il tempo necessario a raggiungere lo spazio.

Gli scienziati e i tecnici sono stati in grado così di raccogliere tutti i dati ingegneristici che permetteranno a questo super razzo di funzionare e far raggiungere la Luna agli astronauti. Il suo ruolo, come indicato nell’articolo pubblicato dal noto quotidiano nazionale, sarà “centrale per raggiungere il traguardo dichiarato dalla Nasa: tornare sulla Luna entro il 2024”.

Intanto continuano a essere lanciati nello spazio i satelliti Starlink di Elon Musk che piano piano stanno conquistando i cieli. Comunque il loro obbiettivo è quello di fornire connessione satellitare a più utenti possibili e in zone difficili.

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FONTECorriere della Sera