anticorpi

Ormai da qualche mese non sentiamo altro che parlare della pandemia da SARS-CoV-2, il nuovo coronavirus responsabile della malattia nota come COVID-19. In particolare, in questi ultimi mesi abbiamo spesso sentito parlare anche delle varianti di questo patogeno, quelle forme geneticamente diverse di questo virus che sembrerebbero essere più difficili da sconfiggere e che sembra possano ridurre l’efficacia dei vaccini ad oggi sviluppati da diverse case farmaceutiche. Ma se il nuovo coronavirus si è, in qualche modo evoluto, determinando la formazione di queste sue nuove “versioni”, dall’altro lato sembra che anche i nostri anticorpi si stiano trasformando diventando sempre più competenti nell’agire contro le nuove varianti di questo temibile nemico invisibile.

A dimostrarlo sarebbero diverse ricerche presentate in un articolo pubblicato sul The Conversation. Tali ricerche, nello specifico, hanno messo a confronto l’efficienza degli anticorpi prodotti da una recente infezione da SARS-CoV-2 e di quelli più “maturi” presenti nello stesso organismo sei mesi dopo aver contratto l’infezione.

Gli anticorpi sono sempre più pronti ad attaccare le nuove “versioni” di SARS-CoV-2

Abbiamo anche imparato che la quantità di anticorpi neutralizzanti prodotti contro il nuovo coronavirus diminuisce con il passare dei mesi poiché non vi è più un’infezione in corso. Per tale ragione, è fondamentale che anche chi è già guarito dalla COVID-19 si vaccini. Ma, nonostante ciò, sembra che i pochi anticorpi presenti a sei mesi dalla prima infezione siano cambiati, e in meglio.

Infatti, una delle ricerche ha messo alla prova l’abilità degli anticorpi maturi di riconoscere le nuove varianti di SARS-CoV-2. Lo studio ha dimostrato che l’83% delle immunoglobuline era in grado di riconoscere queste nuove versioni del virus. Un altro lavoro, invece, avrebbe dimostrato come gli anticorpi presenti a sei medi dall’infezione iniziano ad essere capaci di riconoscere e legare coronavirus diversi ma imparentati tra loro. Si tratta di ricerche davvero interessanti, alcune delle quali sono ancora in fase di revisione. Ma nonostante ciò, possiamo essere fiduciosi nel fatto che il nostro sistema immunitario non sta soccombendo di fronte a questo nemico, ma sta reagendo anche contro le sue nuove versioni.

FONTEThe Conversation