Blackout Challenge: quando una "gara" su TikTok può diventare MORTALE

Nel corso degli ultimi mesi sono purtroppo saltate alla ribalta le pericolose sfide nate su TikTok, il social più utilizzato dai giovanissimi.

Da Jonathan Galindo, divenuto un vero e proprio caso mediatico, alla Blackout Challenge, fino ad arrivare alla Skullbraker challenge, sono molteplici le iniziative che mettono a repentaglio l’incolumità dei più piccoli.

Di queso spinoso argomento si è fatta portavoce la dirigente scolastica del Polo 1 di Galatone, comune della provincia di Lecce, che ha deciso di scrivere una lettera informativa ai piani alti per rendere nota la presenza di sfide tra gli studenti.

 

La posizione di Galatone sulle challenge ispirate da TikTok

L’Amministrazione ha dunque deciso di cogliere l’appello della dirigente, organizzando un incontro rivolto a tutte le istituzioni e agenzie educative del territorio allo scopo di sensibilizzare genitori e figli su questa tematica.

All’iniziativa hanno partecipato i tre dirigenti scolastici della città, le compagini militari, i quattro parroci, l’Amministrazione comunale e l’assistente sociale Angela Papa.

Sulle recenti sfide ispirate dai social è voluto intervenire anche il sindaco Dario Filoni, che ha spiegato come fosse necessario fare luca sull’accaduto e prestare la massima attenzione, senza abbassare la guardia.

Fondamentale, a suo avviso, deve essere il coinvolgimento delle famiglie ed è per questo che a tutte quelle legate agli istituti scolastici di Galatone è stata recapitata una lettera contenente i punti focali discussi all’incontro.

Il Comune di Galatone contro il bullismo e le sfide social

Purtroppo nel Salento continuano a essere ancora numerosi i casi di bullismo in rete, situazione che Galatone vuole combattere a spron battuto.

Da un’indagine svolta dalla sede provinciale dell’Udicon è infatti emerso come il 30% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha dichiarato di essere stata vittima di attacchi di bullismo, il 75% ha ammesso di aver assistito in prima persona a episodi del genere e il 65% di aver aiutato le vittime attaccate.

Sempre dall’indagine, purtroppo, è emerso come gli smartphone e la rete siano i principali catalizzatori degli episodi di bullismo. Un trend negativo, dunque, che non deve essere sottovalutato.