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Settimana pessima per i social network e in generale i colossi dell’informatica, settimana ottima se si è un utente. Prima Google che deve far fronte forse alla sua multa più alta di sempre, poi TikTok che scende a patti per pagare per via del trattamento dei dati dei minori sulla piattaforma e infine Facebook.

Il social network che ha di fatto sdoganato questo genere di servizi sul web, in accordo con un tribunale federale negli Stati Uniti, ha deciso di pagare 650 milioni di dollari tra diversi utenti. Si sta parlando di 1,6 milioni che riceveranno 345 dollari ciascuno e il motivo riguarda una funzione di tagging e la privacy.

 

Facebook: un’altra multa record

Questa class action contro Facebook è particolarmente vecchia visto che parte nel 2015 e si basava sull’aver violato una legge sulla raccolta, l’archivio e l’utilizzo di dati biometrici senza il consenso da parte degli stessi utenti. L’accusa fa risale il primo comportamento in tal senso già nel 2011 e riguarda la creazione di un volto tipo per la popolazione dell’Illinois e per farlo hanno analizzato senza consenso le foto di centinaia di migliaia di utenti nati e cresciuti nel paese in questione.

Facebook si è difesa negli anni, ma senza successo. Sulla strategia riguardava il fatto che il sistema di riconoscimento facciale non è mai stato nascosto e che l’utente poteva disattivarlo quando voleva senza nessuno sforzo. Di per sé non è un pagamento record in senso stretto, ma tra i più alti per quanto riguarda situazioni del genere.

Le parole del giudice che ha accettato il pagamento: “Nel complesso, l’accordo è una grande vittoria per i consumatori nell’area fortemente contestata della privacy digitale. La questione permanente rende questo accordo ancora più prezioso perché Facebook e altre grandi aziende tecnologiche continuano a combattere l’affermazione secondo cui una violazione della privacy legale è un vero danno”.

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