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Recentemente hanno preso la luce dei riflettori i tanto discussi satelliti lanciati da Elon Musk dedicati al progetto Starlink, ovvero quell’idea nata per portare una connessione a internet via satellite nei più reconditi angoli del pianeta, godendo della copertura pressoché totale offerta dalla rete satellitare.

Questi satelliti dunque, hanno fatto parlare in molti sia per la curiosità suscitata da quest’idea di creare una fitta ragnatela intorno al globo per creare una connessione a internet avvolgente, sia però per i fastidi recati agli astronomi nell’osservazione del cielo da parte dei satelliti stessi, i quali spesso occupano la visuale formando delle vere e propri file indiane scintillanti.

A scanso di equivoci però, il progetto è ormai avviato ed è già in fase abbastanza avanzata, ciò porta ovviamente ad una domanda principale rispetto alle altre, come va questa rete internet del futuro ? Ebbene le prime risposte stanno arrivando, sono infatti iniziati alcuni test, vediamo i risultati.

Bene ma non benissimo

Al momento i satelliti in orbita sono circa 597, essi a quanto pare hanno creato più fastidio agli osservatori stellari piuttosto che dare un contributo a diminuire il divario digitale nel mondo, dal momento che la notte vengono sistematicamente inquadrati dagli astronomi nelle loro ricerche stellari.

I primi test sono spuntati online, non hanno nulla di ufficiale sia chiaro, alcuni utenti Reddit si sono divertiti a spulciare le rilevazioni di Speedtest di Ookla relativi a Starlink.

 

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Leggendo le tabelle di dati si può notare come i valori in download oscillino tra i 30 e i 60Mbps mentre quelli in upload tra 4,5 e 17Mbps, non male se si pensa alle grandi distanze da percorrere, le quali influiscono di più in termini di latenza, non a caso abbiamo un minimo di 20ms ed un massimo di 94ms.

Non si tratta certamente dei risultati sperati, Starlink parlava in termini di Gigabit, i valori ottenuti lasciano pensare però più ad una rete mista di tipo FTTC, c’è però da dire che siamo a 597 satelliti a fronte di un numero teorico progettuale di 12.000, c’è quindi ancora una grandissimo margine di miglioramento che falsa i dati attuali di prematurità.