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Quando parliamo del buco dell’ozono facciamo riferimento ad una riduzione dello spessore dello strato di ozono nell’atmosfera terrestre, la fascia che ci protegge dai raggi solari più nocivi. L’assottigliamento dell’ozonosfera è dovuto all’emissione di alcune sostanze inquinanti da parte dell’uomo, sia dalle attività produttive che di consumo. Oggi, uno studio ci parla di tre nuovi composti chimici che giocano un ruolo di rilievo nello strato di ozono e che sono stati scoperti nell’atmosfera terrestre.

Lo studio in questione, pubblicato sulla autorevole rivista scientifica PNAS, riporta la firma di un team di scienziati dei Laboratori federali svizzeri per la Scienza e la Tecnologia dei materiali a Dübenford. Nello specifico, gli studiosi hanno analizzato vari campioni d’aria raccolti in varie parti del mondo mediante dei sensori utilizzati per monitorare la presenza di gas nell’atmosfera terrestre. È stato proprio durante queste ricerche che i ricercatori svizzeri hanno individuato tre composti idroclorofluorocarburi. Tra questi, uno denominato HCFC-132b è la prima volta che è stato individuato nell’atmosfera globale.

Secondo i ricercatori, però, sembra che HCFC 132-b sia apparso nell’atmosfera già 20 anni fa e sembra anche che le sue emissioni hanno continuato ad aumentare fino al 2019. Oltre a questo composto, gli scienziati hanno scoperto nell’atmosfera altri due composti denominati HCFC-133a e HCFC-31 i cui livelli, nel corso degli anni, hanno subito delle oscillazioni maggiori rispetto a quelli di HCFC-132b. La cosa più sconcertante è che al momento non si conoscono utilizzi industriali noti per queste sostanze.

Si tratta di una scoperta davvero straordinaria che, al tempo stesso, ci fa capire come l’assottigliamento dell’ozonosfera sia un fenomeno in continuo avanzamento e costantemente incrementato da sostanze finora non prese in considerazione.

FONTEPnas