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Ieri, come prevista, l’EMA ha approvato il terzo vaccino contro il Covid, quello di AstraZeneca ideato sotto la supervisione dell’Università di Oxford. Il siero di AstraZeneca si unisce a quelli già approvati nel territorio europeo tra la fine di Dicembre e l’inizio di Gennaio: Pfizer e Moderna. Con tre vaccini a disposizione, la compagna vaccinale contro il Covid potrebbe presto avere una decisiva accelerazione.

 

Covid, vaccini e mascherine: quando è prevista la fine della pandemia

La campagna vaccinale contro il Covid che terrà impegnati i paesi europei sino almeno alla prossima estate non è esente da incognite. In primo luogo – realtà già sperimentata anche dall’Italia – tutti i paesi europei stanno riscontrando carenze per le dosi di vaccino.

Sia Pfizer, che Moderna ed AstraZeneca hanno annunciato ritardi sulle consegne dei loro farmaci. Stando alle parole del commissario speciale per i vaccini, Domenico Arcuri, nel nostro Paese mancano all’appello circa 300mila dosi rispetto a quelle previste a fine gennaio. La mancanza dei sieri farà slittare i tempi della vaccinazione di massa, probabilmente sino alla fine dell’anno.

L’altra incognita è poi rappresentata dalle varianti del Coronavirus. La presenza e lo sviluppo di nuove versioni del virus potrebbero rendere inefficaci alcuni prodotti sin qui approvati. Ad oggi, tutti e tre i vaccini contro il Covid, in base ai primi riscontri scientifici, sono utili anche per contrastare le varianti sequenziate.

Al netto di tali evenienze i tempi per la fine della pandemia potrebbero essere un poi più lunghi del previsto. La Prof.ssa Ilaria Capua, in una sua recente intervista, ha affermato che il Covid potrebbe scomparire solo nel 2023. Non più rassicuranti le parole del Prof. Andrea Crisanti che ha sottolineato come le mascherine continueranno ad accompagnare gli italiani per altri due anni.