Patrimoniale e tassa sui conti correnti: cosa bisogna sapere in merito

La pandemia di Coronavirus ha senza dubbio colpito in modo indelebile la nostra penisola, la nazione infatti, ha subito fortemente gli effetti dell’emergenza covid, la quale ha portato a grossi problemi soprattutto dal punto di vista sanitario ma anche da quello economico, il paese è infatti entrato in un periodo di crisi economica non indifferente.

Il Governo ovviamente ha preso in analisi la situazione, varando delle misure per dare del respiro fiscale prima al popolo e per ricostituire le casse stateli poi, con quest’ultime fortemente inaridite dal blocco del lavoro legato alle restrizioni indispensabili per contenere gli assembramenti e dunque i contagi.

Tra varie proposte, come il condono fiscale e la rottamazione quater del 2021, ha preso molto quota l’idea di reintrodurre la Tassa Patrimoniale, una vecchia che formula che però attualmente con le dovute rimodulazioni, potrebbe portare benefici, come l’eliminazione dell’IMU.

Ritorno con dei cambiamenti

L’idea del Governo sarebbe quella di una re-introduzione però solo per i patrimoni superiori a mezzo milione di euro, in tal modo, secondo i vertici, si riuscirebbe a instaurare una protezione delle fasce deboli della popolazione da parte di quelle più forti portando ad un introito di ben 18 miliardi, in dettaglio poi, si andrebbe ad attuare una tassazione percentuale su scala gerarchica in base alle dimensioni del patrimonio posseduto:

  • Tassa dello 0,2% sui patrimoni da 500.000 a 1.000.000 di euro;
  • Tassa dello 0,5% sui patrimoni superiori ad 1.000.000 e fino a 5.000.000 di euro;
  • Tassa dell’1% sui patrimoni superiori a 5.000.000 e fino a 50.000.000 di euro;
  • Tassa del 2% da 50.000.000 di euro in su.