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Dopo la presa di posizione di Tim contro i servizi VAS e il conseguente blocco a novembre 2020, diversi clienti si trovano ad affrontare una nuova truffa. Un messaggio Whatsapp starebbe svuotando il credito di molti utenti.

 

Diversi clienti Tim denunciano un messaggio WhatsApp svuota credito

Sono diversi gli utenti che in questi giorni stanno segnalando un messaggio Whatsapp “svuota credito“. La cosa preoccupante è che, nonostante il blocco ai servizi VAS, nuove tecniche possono accedere al credito dei clienti di Tim. Perciò è importante fare attenzione a ciò che viene notificato su WhatsApp.

In sostanza da alcuni mesi diversi clienti Tim, ma anche Vodafone e WindTre, si sono visti prosciugare il credito residuo. Questo a causa di un link diffuso su WhatsApp. Non è raro imbattersi in truffe di questo tipo. Infatti il migliore luogo di diffusione di virus informatici sono proprio le chat. All’apparenza un messaggio innocuo, magari un invito a cliccare su un link divertente, può trasformarsi in un incubo che in un attimo azzera il credito residuo.

Nonostante Tim si sia attivata nel bloccare servizi volti proprio a questo scopo, sembra che gli hacker abbiamo trovato nuove vie per mettere al tappeto i clienti della compagnia. Sono vere e proprie truffe ai danni degli utenti che non danno il consenso all’attivazione di servizi che prelevano denaro direttamente dal credito residuo. Proprio per questo Tim a novembre dello scorso anno aveva introdotto il blocco automatico dei servizi VAS. Inoltre sta cercando di applicare il meccanismo OTP volto a bloccare ogni tentativo di attivare sulla Sim un servizio a pagamento.

In conclusione, nonostante molti operatori telefonici abbiano attivato contromisure per ridurre le truffe, ogni utente deve prestare molta attenzione. È importante non navigare sicuri di essere in una botte di ferro. Questo perché sono molti i malintenzionati che escogitano sempre nuovi metodi per truffare. Un encomio a Tim per il blocco dei servizi VAS e per l’OTP. Forse però ad oggi non bastano più e occorrerebbe una formula assicurativa contro i prelievi forzati del credito residuo.