Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare del furto di dati dei 2.5 milioni di clienti dell’operatore virtuale di Vodafone, ho.Mobile. Inizialmente l’operatore non ha subito confermato il furto, probabilmente per paura di perdere i clienti.

In seguito invece è stato praticamente obbligato a farlo, iniziano anche a mandare SMS ai clienti colpiti con indicazioni su cosa fare. Abbiamo dato un’occhiata a cosa ne pensa la legge, i clienti colpiti dovrebbero essere rimborsati in qualche modo? Scopriamo insieme i dettagli.

 

ho.Mobile: i clienti colpiti dal furto di dati dovrebbero essere rimborsati? vediamo cosa dice la legge

Per capirci di più, ci viene in aiuto Angelo Greco, avvocato molto famoso in Italia per i suoi video YouTube, che ha anche trattato ed approfondito il caso ho.Mobile. Secondo le leggi in vigore, recentemente riformate dal GDPR, chiunque “maneggi” i dati personali altrui ne è potenzialmente responsabile, anche a seguito di attacchi informatici di terzi. L’azienda però può facilmente difendersi e non essere responsabile, dimostrando di aver utilizzato tutte le tecniche possibile atte ad evitare il furto dei dati e la protezione dei clienti.

Per ottenere un risarcimento, bisognerebbe portare ad un giudice la prova di un danno effettivamente subito a seguito della diffusione dei propri dati personali: secondo la nostra legge infatti non sono ammesse cause per questioni di principio o per danni presunti. E non solo, per ottenere un indennizzo si dovrebbe subire un danno grave, nulla è invece previsto per danni di lieve entità, tollerabili dalla “normale e civile convivenza”.

Arriviamo alla vera risposta, ho.Mobile non è tenuta a risarcire i clienti colpiti per i motivi sopra citati. A quest’ultimi conviene sostituire la propria SIM in un negozio autorizzato ho.Mobile oppure attendere l’SMS dell’operatore con il nuovo codice seriale della scheda.