Chernobyl

Il Covid-19 nel mondo ha ucciso più di 1 milione e 800 mila persone. Purtroppo però non sono solo queste le vittime. Il numero crescerebbe a dismisura se si calcolassero le morti collaterali causate da questa pandemia: suicidi di chi non ce l’ha fatta a sopportare la crisi economica, malati terminali spenti da un’emergenza sanitaria impegnata a salvare i contagiati, persone colpite da forme depressive che hanno spento la loro gioia di vivere. Nel lungo elenco di queste vittime, oggi compaiono anche i bambini di Chernobyl.

 

Emergenza Covid-19: stop ai viaggi della speranza per i bambini di Chernobyl

Questa brutta pandemia non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno ai bambini oncologici dell’Est Europa. Malati di tumore e innocenti, questi bambini lottano ogni giorno contro le conseguenze del disastro di Chernobyl. In pratica non possono più venire regolarmente in Italia per accedere a cure che, altrimenti, nel loro Paese non sono possibili.

Sono vittime degli strascichi dell’esplosione nucleare di Chernobyl e delle conseguenti radiazioni che oggi continuano a mietere vittime anche tra i più piccoli. Il neuroblastoma è solo uno dei tumori più comuni che affliggono i bambini che vivono nei Paesi vicino al luogo del disastro di Chernobyl. Sebbene le cure per attaccare e combattere queste violente malattie e gli esami si possono fare anche in Polonia e Ungheria, non solo sono più economici in Italia, ma anche il livello di preparazione dei medici è più alto. Questi sono tutti fattori che aumentano la possibilità di un lieto fine per tutti i “bambi di Chernobyl”.

Grazie a questi viaggi della speranza, solo in Ucraina sono stati aiutati più di 8 milioni di bambini malati oncologici. Basti pensare che in questa nazione la sanità non è gratuita e le famiglie non hanno abbastanza disponibilità economiche per pagarsi le cure necessarie a combattere un tumore causato dagli effetti di Chernobyl. Molti arrivano a vendere tutto quello che hanno e questo perché hanno qualcosa. Ci sono famiglie, invece, che non hanno nulla da vendere.

Le ultime notizie in merito al dragaggio del fiume Prypiat a Chernobyl non fanno certo sperare in un miglioramento della salubrità dell’ambiente e, anzi, si prevedono danni alla salute per milioni di persone in Ucraina.

FONTEAvvenire