Chernobyl

Correva l’anno 1986 quando ebbe luogo il peggior disastro nucleare della storia. Dopo oltre 30 anni, Chernobyl non smette di far parlare di sé. E purtroppo torna ancora a fare paura. Oggi sono a rischio 8 milioni di persone che vivono in Ucraina e nelle nazioni vicine.

 

Il fiume Pripyat risveglia la paura del disastro di Chernobyl

Non bastava la seguitissima serie tv “Chernobyl” a ricordare quanto le conseguenze del terribile disastro nucleare siano ancora attuali. Ora è il fiume Pripyat a risvegliare la paura e a mettere a rischio più di 8 milioni di persone.

Per la precisione è il dragaggio di questo fiume che rischia di portare serie conseguenze alle zone che attraversa. L’E40 è il canale che sarà realizzato e collegherà il Mar Baltico al Mar nero. Questo progetto ha come fine quello di realizzare un comodo tragitto fluviale per migliorare il collegamento tra i Paesi vicini. Peccato che questo fiume è un bacino di scorie nucleari e scorre in un’area che, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, dovrebbe restare completamente indisturbata.

Di conseguenza la catastrofe non si diffonderà nell’aria come per l’esplosione della centrale di Chernobyl, bensì nell’acqua.

 

Le pericolose conseguenze del dragaggio del fiume Pripyat

Molti studiosi sostengono che i lavori di costruzione dell’E40 porteranno serie conseguenze all’ecosistema. Infatti il dragaggio del Pripyat solleverà i fanghi radioattivi che si sono depositati sul letto fiume dopo il disastro di Chernobyl.

I lavori sono iniziati a luglio di quest’anno e il fiume sembra essere già stato dragato in diversi punti, cinque dei quali sono distanti meno di 10 km dal reattore di Chernobyl. Questi lavori rischiano di contaminare l’acqua potabile che raggiunge circa 8 milioni di persone con conseguenze che si possono solo immaginare. Purtroppo in questa terra contaminata i disastri ambientali sono dietro l’angolo.

Il dottor David Boilley, presidente della Ong francese Acro, ha dichiarato: “Il fatto che vogliano costruire una diga e avere barche che passano proprio vicino al reattore di Chernobyl per me è incredibile. Quella è la parte più contaminata della zona di esclusione”.

 

 

 

 

FONTEEuropa Today