Xiaomi in questo fine 2020 ha deciso di lanciare uno smartphone entry level ad un prezzo veramente contenuto, ma alcune delle sue caratteristiche mi hanno davvero sorpreso. Lo ha fatto attraverso il suo marchio Poco, con un telefono colorato e dalle scelte estetiche audaci. Ma vediamo insieme nella recensione completa!

 

Unboxing

Sembra che ormai le scatole gialle vadano di moda: dopo che i Realme sono stati presentati con una scatola colorata e che soprattutto dà molto nell’occhio, anche Poco ha deciso di fare la stessa cosa. Sul fronte troviamo il nome del prodotto e un chiaro riferimento alla caratteristica su cui Poco ha puntato per questo smartphone: la batteria da 6000mAh. All’interno troviamo il caricabatterie con ricarica rapida, cavo usb di tipo C per ricarica e trasferimento dati, vari manualetti di istruzioni e soprattutto un’ottima custodia in silicone e una plastica protettiva per lo schermo pronta da applicare. Veramente un comporta ricco in relazione al prezzo, per uno smartphone che non si fa mancare nulla, se non le cuffiette, ormai assenti (e aggiungerei “per fortuna”) dalla maggior parte delle confezioni di vendita in commercio.

 

Design

Sono tre i colori disponibili per il Poco M3: blu, giallo e nero. Uno smartphone colorato che sul fronte del design osa più che su altri dispositivi. La versione in nostro possesso è quella nera, che presenta una superficie sul lato posteriore in plastica con effetto pelle. Quindi assente il pannello lucido posteriore, che viene sostituito con questa nuova soluzione che scivola meno e soprattutto non raccoglie né lo sporco, né le impronte digitali. Sempre sul lato posteriore in alto troviamo una banda lucida di bellezza che integra il modulo delle fotocamere e una scritta bianca “POCO”. Una scelta che molti apprezzeranno e che molti metteranno in discussione. Come si dice, i gusti non si discutono e la piacevolezza o meno di questa soluzione è altamente soggettiva.

Sul lato inferiore troviamo: microfono, usb di tipo C e speaker; sul lato superiore secondo speaker, entrata audio da 3,5mm e secondo microfono; sul lato destro bilanciere del volume e pulsante di sblocco con impronta e sul lato sinistro lo slot per la doppia sim e memory card (è possibile usare due sim + memory card allo stesso tempo per un totale di tre slot disponibili).

Delle dimensioni di 162.3 mm x 77.3 mm x 9.6 mm, per un peso di 198 g. Si tiene bene in mano, non risulta troppo pesante e soprattutto il feeling è positivo. Lo smartphone risulta solido, senza scricchiolii, assemblato in maniera ottima.

 

Display

Il Poco M3 possiede un display Dot Drop FHD+ da 6.53″, con una risoluzione di 2340×1080 in FHD+. Stupisce su questa fascia di prezzo la risoluzione decisamente elevata, anche se il display con notch centrale è forse superato in questa fase tecnologica. Ma anche in questo caso c’è chi lo preferisce al foro nel display, quindi la questione è legata al gusto soggettivo di ogni singolo utente.

Ci troviamo di fronte ad un display ben contrastato, dai colori vivaci. Leggermente sopra la media la qualità dei neri, con una tendenza al grigio piuttosto che al blu, ma la luminosità non raggiunge livelli altissimi. Buona la definizione dei pixel che riproducono molto bene video e immagini grazie alla risoluzione ottima e ideale per la maggior parte degli utenti.

Le cornici non sono esagerate, infatti solo sul lato inferiore si trova una fascia nera un po’ più pronunciata, mentre a livello di protezione il pannello è un Gorilla Glass 3.

 

Sblocco con l’impronta

Il pulsante laterale che integra anche il modulo per lo sblocco con l’impronta digitale sembra essere la soluzione che va per la maggiore in questo momento. Probabilmente dovuto ad un fattore di comodità progettuale e anche per contenere i costi rispetto alla soluzione con sblocco sotto lo schermo, a mio avviso funziona molto bene.

Leggermente sollevato rispetto al frame, non dà particolarmente fastidio in fase di sblocco e nel mio solito test di 50 sblocchi consecutivi non ne ha sbagliato nemmeno uno. 50/50 ma con una velocità di sblocco, non so se dovuta al sensore o all’animazione che non è proprio immediata. Promosso in ogni caso.

 

Performance e sistema

A bordo di questo Poco M3 c’è Android 10, con le patch di sicurezza di ottobre 2020 e la MIUI 12.0.4. Una sicurezza in questo caso per semplicità di utilizzo e fluidità di sistema. A bordo troviamo 4gb di ram e un processore octa core Qualcomm Snapdragon 662. La memoria interna è di 64 o 128gb, mentre la memoria espandibile supporta fino a 512gb di memory card. Supportato il Bluetooth 5.0, Wifi dual band, Radio FM, mentre è assente il chip per l’NFC.

Delle prestazioni generali che si mantengono adeguate fino a che l’utilizzo rientra nella fascia normale che naviga, chiama e messaggia. Funzionano bene i social e i giochi meno avidi di risorse, anche se qualche lag qua e là non si fa mai mancare. La velocità di apertura delle app non è il massimo, si dovrà attendere qualche secondo, ma nulla di esagerato. Certamente al prezzo di vendita di questo smartphone attendere qualche secondo in più in alcune app è il minore dei problemi.

Sul lato gaming, soprattutto con giochi di fascia alta come Call of Duty o Into the Dead la reattività è scarsa, tanto da renderli scattosi in qualche caso, mentre in giochi più semplici, del calibro di Rayman o Plants VS Zombies 2 non ho notato impuntamenti di alcun tipo. L’esperienza è piacevole e abbastanza fluida.

 

Batteria

Il vero punto forte di questo device però è la batteria: 6000mAh in un dispositivo di questo tipo vi dureranno un’eternità. Nel solito video test su YouTube in FHD di 30 minuti con audio attivo e luminosità al massimo il consumo è stato del 7%, mentre in game su Call of Duty per 15 minuti ha consumato l’8%.

Dei risultati veramente ottimi che nella maggior parte dei casi vi garantiranno un utilizzo di due giorni.

 

Audio

Fa piacere vedere sul Poco M3 un modulo audio composta da due speaker, uno sulla parte superiore e uno inferiore. L’effetto stereo non è di altissimo livello, ma comunque la qualità sonora è adeguata e ben bilanciata rispetto al singolo speaker. A volume massimo la qualità degrada leggermente con un’audio non proprio pulitissimo, senza considerare che i decibel misurati sono al volume massimo sono stati circa 85.

 

Fotocamera

Sul lato posteriore c’è un modulo da tre fotocamere, con quella principale da 48MP e le due secondarie macro e sensore di profondità da 2MP. Manca il sensore grandangolare, che forse lo avrebbe reso completo a 360 gradi, mentre le due fotocamere da 2MP sono pressoché inutili. Il sensore principale da 48MP si comporta bene in condizioni di luce eccellente, mentre di notte o in zone d’ombra fatica a restituire un’immagine pulita e definita.

Conclusioni e prezzo 

Xiaomi chiede 159€ per la versione con 64gb di memoria e 4gb di ram. Un prezzo forse esagerato per un telefono di questo tipo, che per il black friday è stato messo in offerta a 109€. Se desiderate acquistarlo non vi resta che attendere le festività o ulteriori sconti da parte di Amazon o Xiaomi, per aggiudicarvelo ad un prezzo competitivo. Penso che un prezzo intorno ai 120-130€ sarebbe più adeguato rispetto ai 160€ di listino, per un device completo, che riserva tante sorprese in questa fascia, e alzando soprattutto l’asticella nel mercato degli smartphone veramente entry level. Un ottimo display FHD, una batteria eccellente e soprattutto una fotocamera dalle prestazioni solide fanno di questo smartphone un dispositivo finalmente completo e senza troppe rinunce per gli utenti che desiderano spendere poco e avere comunque un’esperienza di navigazione e utilizzo accettabili.

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