Streaming: il Coronavirus ha influenzato la crescita delle piattaforme

Inutile dirlo, ma le piattaforme streaming (che sia Netflix, Amazon Prime Video, InfinityTV, Infinity, Chili, Rakuten, Disney+) sono state e continuano ad essere le nostre alleate contro la noia e le brutte giornate. Noi italiani, così come il resto del mondo, negli ultimi mesi abbiamo avuto a che fare con un imbattibile mostro: il Coronavirus. E quale migliore soluzione se non vedere film, serie tv e cartoni animati poteva aiutarci? In molti ovviamente, con il tempo “eccessivo” trascorso a casa, si sono dedicati alla cucina o ancora ai videogames. Per farvela breve, ciò ha scatenato un aumento netto e calcolabile dello streaming, soprattutto in Italia.

 

Streaming: gli italiani tra quelli che lo usano di più

Secondo gli ultimi dati raccolti da State of Online Video 2020, gli italiani avrebbero passato poco più di 7 ore al giorno online a guadare film, serie tv e cartoni animati in streaming. Un risultato notevole, se pensiamo che lo stesso numero di ore viene impiegato in media per riposare in una notte.

Parliamo di una media (ci riferiamo a quella dello streaming) veramente molto alta, tra le più alte d’Europa. Tuttavia la maggior parte dei nostri compatrioti (il 51% per l’esattezza), eliminerebbe la sottoscrizione al servizio in streaming per via dei prezzi elevati. Perché non lo ha ancora fatto? Molto semplice. I servizi in streaming, anche se non ci troviamo più in quarantena, ci aiutano tutt’oggi a staccare la spina per qualche ora. Per quanto riguarda  i costi, questi non sono più un problema vista l’utile condivisione del proprio profilo che permette di suddividere la cifra con i vari utenti.