I droni, sono la tecnologia del futuro. Sempre di più sono infatti, le funzioni possibili da attribuire a un drone, che man mano sta prendendo piede per essere un ottimo sostituto dell’uomo in molte attività. Si tratti di monitorare i terreni, di fare un giro di ronda per ragioni di sicurezza, o che venga utilizzato per scopi agricoli, sta diventando un dispositivo molto importante. Di recente ne è stato progettato uno grado di combattere le zanzare!

PBKopter, questo drone antizanzare, è un progetto che nasce nel nostro Paese

È stata una start-up italiana a progettare questo interessantissimo drone. PBK, è infatti una start-up di I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino. Si tratta di un dispositivo mirato ad attaccare in maniera mirata le zanzare, per poterle debellare. E persino gli animalisti e gli ambientalisti, non avranno nulla da ridire. Per quale ragione? Ve la spieghiamo in breve.

Le zanzare sono da sempre un grosso problema, non solo per l’uomo e per tutte le malattie che rischiano di portare, oltre a numerosi fastidi. Sono un problema anche per gli altri animali in questa maniera, rischiano di danneggiare l’ecosistema, poiché è molto dannose anche per le piante. Oltre alla poca invasività di questo dispositivo, grazie alle sue dimensioni notevolmente ridotte, entra in gioco il fattore ambientale, poiché garantisce un assoluto rispetto della natura è un inquinamento nullo.

Uno dei metodi più efficaci per contrastare questo insetto, è l’utilizzo dei fitofarmaci. Il drone in questione, sarà in grado di utilizzarli in quantità minime e mirate, al punto da non essere costretti a utilizzarli se quantità dannose per l’ambiente. PBKopter, questo è il nome dato a questa macchina, ha la capacità di concentrarsi sui focolai delle larve, stringendo il suo campo d’azione direttamente sulle zone coltivate che ne abbisognano, senza dispersioni.

Per volare, sarà soggetto al regolamento Enac, l’ente che monitora l’aviazione civile italiana. Roberto Grassi e Carlo Ferrero sono i due ingegneri che l’hanno ideato. Potrebbe essere davvero uno strumento rivoluzionario anche per un risparmio economico sulle disinfestazioni.