L’agenzia ufficiale che si occupa di sicurezza informatica nel Regno Unito ha ideato un software per simulare cyber attacchi comuni affinché si acquisisca una maggior dimestichezza nel gestirli.

Lo strumento è stato lanciato in questo periodo con lo scopo ben preciso di aiutare più che mai gli utenti, poiché sono ancora in tanti a lavorare da remoto in questo periodo di pandemia. Per loro così come per chiunque, la sicurezza online diventa un punto cruciale. Il simulatore consente alle persone di testare le proprie capacità informatiche, nel ruolo di utente vittima di molteplici tentativi di hackeraggio. Poiché in questi ultimi mesi è stato difficile per molti dover studiare o lavorare a distanza, dover fronteggiare anche hacker che approfittano della situazione è sicuramente l’ultima cosa di cui si ha bisogno.

Cyber attacchi in costante aumento, un nuovo simulatore ti insegna come evitarli

Il software di simulazione si concentra su tre aree chiave. Innanzitutto, insegnare come accedere alle reti con sicurezza. Inoltre, quali sono i servizi necessari per salvaguardare i propri dati e come gestire un cyber attacco da remoto. L’NCSC ha già pubblicato in precedenza una guida sul lavoro a distanza sicuro durante la pandemia, inclusi suggerimenti sull’installazione delle piattaforme utilizzate per le videoconferenze. Lo strumento era inizialmente su misura solo per le aziende, ma le informazioni fornite sono in realtà utili per chiunque.

Sarah Lyons, vicedirettore dell’NCSC, ha dichiarato: “Sappiamo che le aziende vogliono fare tutto il possibile per mantenere al sicuro se stessi e il proprio personale. Questo strumento è un modo eccellente per farlo. il feedback che abbiamo ricevuto dimostra che i nostri servizi sono divertenti oltre che informativi. Vorrei esortare i dirigenti aziendali a trattare queste pratiche per la sicurezza online nello stesso modo in cui si è soliti fare con le esercitazioni antincendio. In tal modo si ridurranno le possibilità di cadere vittime di attacchi informatici, potenzialmente rischiando di esporre anche i dati dell’azienda per cui si lavora”.