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Le banche hanno il diritto di chiudere i conti aperti in precedenza dai clienti, soprattutto se si presentano delle situazioni limite. Proprio per tale motivo non abbiate paura di un blocco improvviso dei vostri conti correnti, perché è molto raro che questo accada.

Tale azione era inizialmente vietata, in quanto, prima di poter agire col pignoramento del conto, le banche dovevano presentare una raccolta di motivazioni valide per iniziare con la procedura. Queste poi giungevano al Giudice, il quale decideva il da farsi nei tempi d’attesa.

Oggi però le cose sono cambiate: a partire proprio dalla procedura piuttosto lunga. Non sarà più necessario attendere il “verdetto finale” ma basterà inviare una comunicazione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al cliente. Tutto ciò deve avvenire almeno 14 giorni prima dell’attuazione. Trascorse le due settimane, la banca metterà in atto il pignoramento dei conti correnti.

Banche e conti correnti: in quale occasione un conto viene bloccato dagli istituti bancari?

Come già espresso all’inizio dell’articolo, non è frequente che vengano interrotti i conti correnti. Ad ogni modo è sempre bene prestare maggiore attenzione, in quanto può avvenire in caso di:

  • Indagini per reati finanziari (la legge impone il il congelamento dei beni e del conto corrente);
  • Inadempienze finanziarie (purtroppo i conti bancari vengono bruscamente interrotti anche in assenza di fondi sufficienti per coprire eventuali ordini di pagamento ricevuti).

A darci ogni tipo di conferma è stato Alessio Mattia Villarosa, sottosegretario del Ministero dell’Economia, durante il question time dell’8 gennaio in Commissione Finanze del Senato.

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