mascherina Coronavirus occhiali appannatiI dati sul Coronavirus sono incoraggianti ultimamente. Diminuiscono i ricoveri mentre si assottiglia il divario tra pazienti internati e dimessi che fa registrare andamento positivo. Il numero di contagiati è in netta diminuzione ma è pur vero che il numero di vittime resta preoccupante e non possiamo certo dire di essere fuori pericolo.

A vantaggio della sicurezza di tutti nasce una nuova applicazione mobile chiamata Immuni. Il suo scopo è garantire un’area informativa sul tracking dei contatti per capire se si possa essere entrati o meno a contatto con persone positive al Covid-19. La piattaforma tecnologica promossa dalla ministra Paola Pisano è stata frutto del lavoro svolto dalla Bending Spoons in collaborazione con il team di esperti del centro medico Sant’Agostino. Ecco come funzionerà.

 

App Immini per tracciare i contagiati del Coronavirus ed evitare di infettarsi

Per funzionare a dovere l’applicazione necessita della disattivazione dell’opzione Ottimizzazione Batteria e dell’autorizzazione per funzionare in background. In questo modo il Bluetooth LE (Low Energy) del telefono potrà mantenere una linea sempre attiva per tracciare la presenza umana.

Il sistema rileva eventuali contatti se i dispositivi si trovano a 2 metri di distanza. Ogni possibile dibattito sulla privacy vien risolto da una piattaforma che traccia gli utenti in forma anonima senza fornire nome o luogo dell’incontro. Al tempo stesso la persona non potrà sapere nulla di noi mentre l’intervento successivo ad un potenziale contatto richiederà la chiamata alla ASL o al medico curante che ci ragguaglierà sul da farsi.

Il ministero dell'Innovazione ha scelto un supporto tecnologico che sarà in grado di consentire alle persone di tornare a circolare per strada in sicurezza. L'app Immuni è stata proposta dalla task force della ministra Paola Pisano e ceduta allo Stato a titolo gratuito dopo lo sviluppo da parte della società Bending Spoons in collaborazione con un equipe di esperti ed esponenti del centro medico Sant'Agostino.  Si tratta di un'applicazione che agisce secondo i principi del cosiddetto contact tracing, il tracciamento dei contatti che permetterà di capire se si è entrati in contatto con una persona positiva al Covid-19.  Come funziona Immuni: sarà veramente obbligatoria?  Per avere un corretto funzionamento, l'app dovrà essere scaricata, concedendogli tutti i permessi per lasciarla agire in background (anche mentre è chiusa). L'incontro per essere rilevato dal Bluetooth del vostro smartphone, dovrà avvenire entro i 2 metri e per una durata di tempo significativa. Per privacy non riusciremo a sapere nulla della persona positiva, né il nome né luogo dell'incontro. Allo stesso modo la persona positiva non saprà nulla di voi. Sarete però invitati a chiamare l'ASL o il vostro medico curante che vi indicherà il da farsi. A grandi linee dovrebbe essere questo il funzionamento dell'App Immuni, vera e propria arma per la Fase 2 in cui riprenderemo la vita all'esterno delle nostre abitazioni. L'app sarà su base volontaria, pertanto nessuno sarà obbligato a scaricarla. Sia però chiaro che gli esperti hanno indicato una percentuale minima del 60% di utenti attivi per il corretto funzionamento del progetto. Si pensa inoltre ad incentivi per chi la utilizza ma senza restrizioni per chi si rifiuta App Immuni: quando arriverà e i problemi da risolvere in merito a privacy e funzionamento La partenza del progetto potrebbe avvenire entro maggio per alcune regioni, anche se ci sono ancora dei nodi da sciogliere. L'applicativo si basa sulla tecnologia bluetooth, ma Apple e Google, aziende titolari dei due sistemi operativi iOS e Android, usano sistemi diametralmente opposti che dovranno essere per forza di cose amalgamati tra loro.  Un altra complicanza è legata ai dati e alla privacy delle persone che utilizzeranno Immuni. La grande mole di dati sarà conservata su un unico server, ma il ministero è ancora al lavoro per rendere il sistema impenetrabile. Ora come ora verrebbe messa a rischio la privacy e anche la sicurezza nazionale. Il pericolo sarebbe dunque quello di consegnare i nostri dati in mani straniere, ma sia chiaro che tutti ormai corrono questo rischio concedendo i permessi alle varie app e giochi, come ad esempio quelli di Facebook. Ad ogni modo si sta lavorando per scongiurare questi rischi e pertanto si attende il via libera da parte del garante della privacy dopo un necessario passaggio in Parlamento. 
Fonte: ANSA

Per grandi linee dovrebbe funzionare così. Lo scopo è quello di mantenere un controllo vigile in occasione dell’apertura delle Fase 2 del contagio che ci porterà finalmente fuori dalle nostre abitazioni. La partecipazione al progetto è NON obbligatoria. Chiunque voglia può installare l’app e rendersi partecipe del progetto che conta di ottenere una percentuale minima di adesioni pari al 60% della popolazione italiana.

Il personale anziano oppure coloro poco inclini agli aspetti tecnologici potranno eventualmente munirsi di apposito braccialetto elettronico tracciante. Tutti i sistemi, nel loro insieme, dovrebbero arrivare entro maggio e saranno basati sulle tecnologie Apple e Google per la compatibilità verso la totalità dei dispositivi in commercio (smartphone e smartwatch compresi).