gaming disorder

Gli odierni adolescenti passano molto tempo davanti a tablet, smartphone e videogiochi. Una distanza sociale e culturale tra loro e i genitori che genera più di un attrito in famiglia, mentre insorgono diversi disturbi per bambini e adolescenti a contatto con la digitalità.

Ma non bisogna demonizzare il mondo dei videogiochi e l’iper connessione agli smartphone,  perché ci sono anche dei risvolti positivi. È ovvio che bisogna fare delle distinzioni tra ciò che è un’abitudine, anche smodata, da ciò che è una dipendenza. Oggi neuropsichiatri infantili ed esperti nella cura delle dipendenze non condannano affatto questo mondo, e non mancano studi scientifici che ipotizzano effetti benefici sull’attenzione e sull’apprendimento.

Il problema vero è, come detto, quando si passa dall’uso alla dipendenza nel quotidiano dei nostri figli, ovvero quando il bisogno di videogiocare o di stare connessi a un device supera quello di stare offline.

 

Videogiochi, smartphone e tablet: ecco i pericoli per i bambini

Nel caso del gaming, alcuni studi hanno dimostrato che i neuroni vengono stimolati come se ricevessero sostanze come alcol o droga, ma è compito dei stare attenti ad alcuni segnali nel comportamento dei ragazzi che lascino intendere l’insorgere di una patologia. In genere le avvisaglie arrivano quando non si mostra interesse verso altre attività o hobby a al di fuori dello schermo digitale. Quando sport e rapporti con gli amici diventano sempre più radi.

Come detto prima, il corpo e la mente annebbiati dalla dipendenza da gaming manifestano anche dei fenomeni di astinenza, con casi di cronaca in cui dei ragazzi hanno aggredito i loro familiari perché gli è stato negato di giocare. Problemi che si riflettono anche nel rendimento scolastico, laddove la fisicità di libri e quaderni non desta l’attenzione dell’adolescente come uno schermo connesso a internet.

In generale però a questa situazione ci si arriva sempre partendo da un disagio sociale lieve o marcato in seno alla famiglia. Ovvio che se tablet e videogame vengono proposti come delle babysitter ai bambini la situazione degenererà presto. Gli adulti, seppur con le dovute attenuanti, devono ritrovare valide alternative per passare del tempo con i propri figli, anche videogiocando insieme. 

Abbiamo detto che i videogiochi e i tablet possono creare ritiro sociale e dipendenze e pericolose, ma è anche vero che se incanalati nelle giuste direzioni possono creare effetti positivi sul modo di operare del cervello. Alcuni studi hanno evidenziato aree cerebrali deputate all’attenzione rese più efficienti e reattive agli stimoli, soprattutto le aree connesse alle abilità visuo-spaziali.

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