L’emergenza sanitaria in corso ha costretto i cittadini a mettere in discussione profondamente le proprie abitudini e consuetudini, inducendoli a riconsiderare la quotidianità in ragione delle nuove norme di contenimento.

La novità portata da questo Coronavirus, o per meglio dire SARS-COV-2, non giace dunque soltanto nella ricerca di nuove modalità per mettere in atto una terapia, ma soprattutto nel poter prevenire il contagio. Per questo motivo, molti cittadini si sono attrezzati acquistando mascherine e altri dispositivi di protezione personale.

Non tutte le mascherine, però, risultano egualmente protettive: per questo motivo bisogna operare un discrimine e scegliere esclusivamente quelle che proteggano in maniera completa.

Mascherine protettive: ecco quali scegliere

Prima di vedere quali siano le tipologie migliori di mascherine, è indispensabile fare una premessa. L’utilizzo delle mascherine, secondo decreto, NON è obbligatorio per i cittadini in generale, ma solo per coloro che abbiano primi sintomi o si debbano proteggere per eventuali comorbidità (ossia la presenza contemporanea di altre patologie) o immunodepressione.

Il portale del Ministero della Salute riporta: “Per prevenire il rischio di infezione da nuovo coronavirus è prioritario curare l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare anche una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus. L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. Inoltre, la mascherina non è necessaria per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie”.

Esistono dunque diverse mascherine, ma soltanto una precisa tipologia è funzionale a proteggere se stessi e le persone circostanti dall’eventuale contagio.

La mascherina antipolvere è inutile sia nel prevenire che si contagi qualcuno sia a proteggere se stessi.

La mascherina chirurgica (detta così per via del proprio campo d’applicazione) serve appunto ad evitare che i liquidi provenienti dalle cavità nasale e orale del medico, durante le operazioni chirurgiche, possano infettare il paziente. Servono, laddove si abbiano sintomi, per proteggere le persone circostanti, ma non per proteggere se stessi. Ma dal momento che bisogna restare a casa laddove si presentino sintomi compatibili con quelli dell’infezione da coronavirus, a rigor di logica non si dovrebbero vedere in giro persone circolare con queste mascherine.

Le uniche mascherine realmente protettive per sé e per gli altri sono i modelli FFP2 e FFP3, ossia le cosiddette mascherine filtranti.

Per mezzo di una guarnizione, esse vanno a bloccare sia l’esalazione che l’inalazione delle secrezioni respiratorie, impedendo così al virus sia di essere espulso ed infettare le persone con cui si entra a contatto sia di essere contratto dalla persona stessa.