bankitalia conti correnti

Sembrerà retorica definire il denaro “sporco”, ma la Banca d’Italia sta prendendo sul serio questo detto nostrano. L’emergenza dettata dal coronavirus è arrivata fino alle nostre banconote. Sia ben chiaro, come dichiarato pubblicamente dalla Banca Centrale Europea, non vi è nessuna prova scientifica che il covid19 si trasmetta attraverso le banconote in circolazione ma, nel dubbio, partirà la sanificazione del nostro denaro. Sarà più che altro una quarantena forzata, molto simile a quella che stanno vivendo gli Italiani in questi giorni di metà marzo. Di fatto grosse quantità di denaro verranno fatte “riposare” per circa 10 giorni all’interno di sorvegliatissimi centri di stoccaggio. Passata la quarantena le banconote si avvieranno per quella che è una fase di routine.

 

Sofisticati macchinari decideranno le sorti delle banconote

 

Una volta passato il periodo di quarantena, le nostre banconote riprendono la normale routine. Costosi e sofisticati macchinari analizzeranno a fondo ogni singola banconota definendone lo stato di usura. A questo punto prenderanno la strada del recupero e rimessa in circolazione oppure mandate al macero. In realtà il processo di sistemazione delle banconote non è un processo difficoltoso e dispendioso ma molto più semplice di quanto si possa immaginare. Infatti le banconote attualmente in circolazione non sono composte da carta ma da polimeri, che ne rendono la lavorazione molto più semplice. Bisogna precisare che la quarantena decisa per le nostre banconote non è un’idea tutta Italiana. Il nostro paese ne prende spunto dalla Cina, che è stata la prima ad avviare il processo, seguita dalla Corea del sud.