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Apple, come molte altre compagnie, ha iniziato a prendere sul serio la situazione attuale in Cina. Il coronavirus ha contagiato oltre 11.000 persone, per lo meno questi sono i numeri dell’ultimo bollettino ufficiale. Il colosso statunitense ha deciso quindi di chiudere tutti i negozi presenti proprio in Cina. La chiusura continuerà fino al 9 febbraio anche se è ovvio che se la minaccia non rientrerà allora ci sarà un posticipo a oltranza. Questo è sicuramente un colpo agli affari soprattutto ora che il marchio stava riacquistando popolarità dopo un paio di anni bui in territorio cinese.

Apple dovrà fare i conti anche su un altro inconveniente dovuto al coronavirus. I poli produttivi dei partner commerciali stanno sottolineando il rischio di non poter rispettare gli ordini fatti. I vari ritardi che si accumuleranno andranno a danneggiare la produzione del prossimo iPhone economico, l’iPhone 9.

 

Apple e la situazione in Cina

Se da un lato Foxconn ha voluto assicurare che manterrà i suoi poli produttivi operativi per garantire il successo degli ordini, risulta difficile immaginare la situazione. Le festività del capodanno cinese dovrebbero finire il 2 febbraio. Nonostante i festeggiamenti siano stati annullati ovunque, questo data indica comunque il ritorno al lavoro per centinaia di milioni di lavoratori.

Al momento ci sono diverse città e regioni sotto quarantena quindi anche risulta difficile pensare che le fabbriche andranno a pieno regime. Uno dei poli produttivi di Foxconn si trova proprio a Wuhan, città epicentro del contagio di massa. Di sicuro si scoprirà di più nei prossimi giorni anche perché, per quanto il virus abbia un tasso di mortalità particolarmente basso, c’è comunque la necessità di non facilitare il contagio.