Per alcuni utenti potrebbe risultare un nome non molto noto, per altri invece rappresenta già una certezza. Si tratta di Waze Maps, l’app per la navigazione creata a partire da una startup israeliana e successivamente acquisita da Google, che l’ha inglobata nel proprio ecosistema di piattaforme. Vi starete però chiedendo cosa abbia di così speciale rispetto alla ben nota Google Maps, e perché la casa di Mountain View ci abbia messo gli occhi su quando aveva già una buona app per farle concorrenza.

Anzitutto, vi è già una sostanziale differenza: Waze è pensata esclusivamente per gli spostamenti in auto e si fonda sull’idea del crowdsourcing. Questo nuovo approccio consente agli utenti di prendere parte attiva nella segnalazione di nuove strade o di percorsi preferibili in caso di traffico congestionato. In questo modo, gli automobilisti possono fornire un aiuto e di rimando contare su un’enorme rete di users a disposizione, per aggiornare anche in tempo reale la mappa che si sta seguendo.

Moltissime features del servizio sono poi state integrate nel ventaglio di opzioni presenti nei competitor, come ad esempio la segnalazione degli autovelox che, da essere prerogativa di Waze, è diventata una caratteristica anche di Maps. Ma l’originalità e l’avanguardia delle nuove funzioni rendono Waze sempre un passo avanti anche rispetto ad altri servizi, come Sygic ed Apple Maps.

Waze: il nuovo aggiornamento eclissa Google Maps

L’ultima trovata di Waze, però, sarà probabilmente il tassello definitivo che convincerà molti utenti a scaricarlo sui propri devices. L’app infatti integrerà una funzionalità di calcolo del pedaggio autostradale, consentendo agli automobilisti di conoscere quanto si spenderà percorrendo un determinato tratto di autostrada.

Basterà semplicemente calcolare il percorso da un punto ad un altro, e se l’itinerario preferenziale dovesse includere porzioni in cui è indispensabile corrispondere il pedaggio, l’app riuscirà anche a calcolare l’importo dovuto. E’ giusto precisare che anche questa informazione è fornita sulla base dei feedback degli utenti, pertanto non si tratterà di una stima precisa, bensì di un calcolo approssimativo.

La funzione è già disponibile negli USA e in Canada, benché non si conosca ancora la data della release ufficiale europea. Per il momento si può solo attendere l’arrivo dell’aggiornamento anche nel vecchio continente.