alzheimer intelligenza artificiale

Allo stato attuale delle cose l’Intelligenza Artificiale sembra aver già mostrato tutte le capacità reali e le potenzialità: dalla scienza alla tecnologia consumer e aziendale, dalla ricerca medica alla lotta al crimine e al terrorismo. Ciò che i cittadini temono è proprio la potenza dell’AI, che se non dovesse essere gestita correttamente, potrebbe diventare pericolosa per gli utenti. Sicuramente non parliamo di scenari alla “Io, Robot”, ma di problemi relativi alla cyber sicurezza o ai cyber pagamenti, per esempio.

Intelligenza Artificiale e automobili: un connubio ancora acerbo

Spesso si sente parlare delle auto a guida autonoma sviluppate da Tesla, che purtroppo tendono a non funzionare correttamente. Proprio di recente sono avvenuti vari incidenti a causa di un software con intelligenza artificiale che però ancora non funziona al meglio. In USA invece è avvenuto un disastro fra un auto autonoma Uber e un ciclista. La vettura non ha identificato la “persona in bicicletta”, e il software della macchina non è riuscito a riconoscere l’essere umano, scambiandolo per un oggetto. L’automobile non si è fermata e ha provocato un terribile incidente.

In questo caso però, un umano avrebbe potuto prevenire e evitare il peggio. Ma di chi sarebbe la colpa in uno scenario simile? Bisognerebbe istruire con software specifici i sistemi operativi delle auto? Ancora vi è una gran confusione a riguardo e urge istituire delle norme.

AI e il codice etico by Google

Il colosso di Mountain View ha intenzione di creare un codice etico per i suoi software per l’AI. Sappiamo che l’azienda è in prima linea nello sviluppo degli assistenti virtuali, ma qui si scenderebbe nel campo della robotica e bisognerebbe dare un nuovo taglio alle leggi di Asimov. Nonostante i dubbi e le controversie ad ogni modo, il Pentagono vuole proseguire con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale anche per l’esercito americano, dotando i soldati di armi intelligenti.

In Cina l’AI controlla le persone

Spostiamoci in Oriente e più precisamente in Cina. Il Paese ha dichiarato che nel 2018 ha realizzato il più grande sistema di videosorveglianza al mondo. Con uno scenario alla Black Mirror, la Nazione è stata dotata di telecamere in tutti i luoghi con un potente algoritmo capace di riconoscere chiunque. Ma qui si entra nell’ambito dell’etica: è corretto questo metodo per i cittadini? Non è forse una violazione estrema della privacy? D’altro canto, questo non potrebbe essere la soluzione ideale per contrastare il crimine?