chernobylChernobyl è stato teatro del più grande disastro nucleare della storia dell’uomo. Quel lontano Aprile del 1986 ha segnato una vasta area dell’Ucraina, ora teatro di morte e devastazione senza speranza. Proprio quando tutto sembrava andare per il verso giusto si è verificato l’inevitabile. Una possente fuoriuscita di gas tossici ha tolto ogni spiraglio di vita per centinaia di chilometri. Le immagini riprese dai droni sono degne dei migliori set da film horror del nostro tempo. Ecco che cosa è successo e cosa è stato portato alla nostra attenzione in questi giorni.

 

Chernobyl: situazione irrecuperabile, la morte sovrasta l’area attorno al rettore 4

Le radiazioni a Chernobyl non sono contenibili nemmeno dopo l’intervento di cementificazione massiva conclusosi attorno all’area di contatto. Nel tentativo di limitare il raggio di azione degli elementi parecchi esperti e volontari accorsi dopo il disastro hanno perso la vita. Il surriscaldamento del reattore ha causato una violazione alla sicurezza che sta costando cara. Il limite di azione dei sistemi di raffreddamento hanno causato lo scompenso che tutti quanti noi conosciamo. I gas attivi nella zona continuano a mietere vittime. Non c’è possibilità di accedere se non con i droni di perlustrazione.

Gli studiosi dell’Università di Bristol hanno testimoniato lo scenario raccapricciante che prospera ancora nel nostro 2019. NON ci sono animali né tanto meno altre forme di vita esistenti. Ad oltre 33 anni dall’incidente l’area resta pericolosa oltre ogni ragionevole dubbio. La vicina Foresta Rossa, un tempo piena di vita, è ora un quadro triste attorno all’area pianeggiante un tempo popolata da un habitat floreale sempre verde. Il colore, dovuto alla massiccia presenza di radiazioni, è sinonimo di zona impraticabile.

Chernobyl resta un luogo inavvicinabile, pesante monito della natura contro gli spropositi dell’uomo e della sua sete di colonizzazione industriale.