Per chi abbia necessità di rinnovare il proprio principale documento di identità, sappia che dovrà richiedere la nuova carta d’identità elettronica, che sta lentamente sostituendo la vecchia CI fisica.

Il progresso in tal senso è stato quasi un passaggio obbligato, dal momento che ci sono indiscutibili vantaggi nell’utilizzo di questa soluzione aggiornata piuttosto che della precedente. Basti pensare anche solo all’usura a cui va incontro la carta d’identità cartacea, che spesso determina la perdita di alcuni dati dal fronte o dal retro del documento. Questo ne compromette la leggibilità e anche quindi la possibilità di utilizzarla senza rischiare di incorrere in problematiche di identificazione.

Inoltre, vi era l’esigenza di digitalizzare alcuni dati biometrici che consentissero di effettuare identificazioni più immediate e certe, tra cui ad esempio le impronte digitali. Una copia “informatizzata” di queste è presente nel chip da cui ogni carta è formata nella sua porzione centrale destra.

D’altra parte, proprio la digitalizzazione di questi dati così sensibili ha indotto molti esperti a discutere sull’importanza di avere alla base un sistema di sicurezza infallibile a protezione di queste informazioni.

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Carta d’identità elettronica: a quali rischi andiamo incontro?

Fortunatamente si parla di CIE (carta d’identità elettronica) da quasi vent’anni ormai, prima che venisse resa effettiva la sua introduzione con le modalità definite in questi ultimi mesi.

Il problema centrale è sempre stato garantire che i dati non potessero finire nelle mani sbagliate, pena il serio rischio che fossero utilizzati appunto per falsificazioni di documenti o furti d’identità.

Al momento, questa prospettiva appare molto lontana, dato che lo Stato ha fornito garanzie sulla precisione chirurgica e pressoché maniacale con cui viene effettuata la procedura di raccolta e trasmissione di questi dati.

Inoltre, le informazioni sensibili riguardanti il cittadino non sostano nei computer degli uffici comunali preposti all’acquisizione di questi dati. Esse infatti vengono trasmesse quasi sedutastante alla successiva elaborazione e archiviazione a livello statale.